E' l'ora di Hauge Il norvegese ha giocate imprevedibilità e qualità sotto-porta

27/11/2020

Sommario di questa settimana

Sfoglia, usa mouse e frecce

______

Infortunati Ibrahimovic, Saelemaekers e Leao, con Rebic al posto di Ibra e con Castillejo in condizioni precarie, a Napoli si è visto uno scorcio di Hauge. Come è finita lo ricordiamo tutti, con un taglio sulla sinistra, un dribbling che ha mandato al Bar Manolas, e un tiro pallonetto sotto la traversa per il gol che ha chiuso una partita che era diventata rognosa.
E questo ingresso potrebbe esser prodromo di un impiego più esteso in campionato rispetto ai minuti finali, che sono la normale prassi per i nuovi arrivati che devono dimostrare di poter esser titolari.
Il norvegese arriva dal Bodo Glimt, squadra norvegese eliminata nelle qualificazioni dell’Europa League in cui aveva fatto faville (e un gol a noi).
Giocatore molto interessante, solido e dotato di una ottima tecnica (chiedere a Manolas) che lo rende efficace sia nel servire i compagni sia nel crearsi occasioni.
Predilige partire dalla parte sinistra dell’attacco, come Leao, da cui spesso si accentra per tagliare e diventare punto di sbocco per l’azione del trequartista. Allo stesso modo, è dotato di corsa e fisico, che lo rende in grado di reggere l’urto dei difensori ruvidi.
Hauge è il giocatore ideale per dialogare sia con Theo Hernandez – quando sale – sia con il resto dell’attacco, grazie alla sua mobilità. E quindi, probabilmente, può integrarsi molto bene con Rebic che seppure più fisico, ha caratteristiche per certi versi simili, per cui possono anche intercambiarsi tra fascia e area.
Simile discorso si può fare, in prospettiva con Leao.
Sappiamo che Ibra ha preso anche lui sotto la sua grande ala protettrice. Vedremo la sua intesa con Calhanoglu, alla luce dello scarso stato di forma del turco, e quella con Saelemaekers e Brahim Diaz, che sembra crescere nelle scelte di Pioli.
Al Milan serviranno le sue giocate, la sua imprevedibilità, la sua qualità sotto-porta, oltre che al suo dinamismo a tutto campo nelle due fasi di gioco. Il giocatore è giovanissimo è del 1999) e quindi non potrà che crescere e quello del Milan dei giovani – e del patriarca Ibra – sembra esser proprio l’ambiente ideale. Vedremo se manterrà le promesse.


Libro per veri tifosi rossoneri

2.99


Se ti è piaciuto, condividilo!

Leggi il prossimo articolo
Col Lille una partita sfortunata (ancora)



Vai al Sommario del
Magazine di questa settimana

Leggi e sfoglia la miglior rassegna stampa rossonera: Milan7.it/rs