Il dilemma del coronavirus Ma giocare con le nazionali era davvero indispensabile?

16/10/2020

Sommario di questa settimana

Sfoglia, usa mouse e frecce

______

Dopo l’inutile e dannosa pausa per le nazionali si torna finalmente a giocare il campionato. La pandemia mondiale suggeriva con buon senso di non mandare gente in giro per il mondo, ma sappiamo che al business non rinuncia nessuno e le conseguenze potrebbero finire per ricadere su tutti.
I contagi sono in aumento – in senso assoluto, visto che quasi il 95% è asintomatico - quindi, perché rischiare?
Non potendo fare come l’NBA e chiudere tutti in una bolla per 3 mesi, perché si trattava comunque di un torneo a eliminazione, dove chi perdeva usciva, riducendo il rischio del contagio, occorreva pensare a qualcosa di più adatto alla nostra realtà.
Ma evidentemente vietare il calcetto ha meno effetto mediatico di fermare il campionato. Adesso che un big mondiale come CR7 è risultato negativo, l’esito sulle quotazioni in borsa della Juventus si è visto istantaneamente. Quando si dice sport & business. Agnelli ha dichiarato che le società in Europa hanno necessità di 6-7 miliardi di ricapitalizzazione. Non usciranno certo dal cilindro di un prestigiatore, ma neanche dagli stadi vuoti o con dentro i giocatori che si esibiscono per le TV.  Nel dubbio Elliott Ne ha già messi 140 solo per lo scorso anno. 
Certo, c’è anche chi fa finta di nulla e quando un giocatore è positivo lo si dichiara infortunato, nessuno approfondisce (“ha sentito un dolore alla coscia”), così si evitano i tamponi a tutti i compagni e l’intero team, pratica assai diffusa nella Premier League.


Libro per veri tifosi rossoneri

2.99

Certo, non era pensabile che il mondo del pallone fosse immune al Coronavirus. Così come sappiamo tutti il genere di vita che fanno i calciatori, specialmente quelli più giovani.
Però occorre dire che come tutti, è possibile venir infettati in famiglia, durante le normali attività quotidiane, al supermercato, tra gli amici e non solo durante gli allenamenti o in discoteca.
Certo, vedere certe foto sui social non fa pensare a comportamenti responsabili, ma tant’è.
Però se FIFA, UEFA, FIGC, Lega e società consentono lo svolgimento di allenamenti e partite, spostamenti internazionali di interi staff, è chiaro che è inutile farsi vedere tutti in mascherina nella vita quando poi in campo ci si può abbracciare in venire a contatto in allenamento. E magari vai a giocare una partita in un Paese dove la seconda ondata è ormai già arrivata.
L'intero business va ripensato.

 


Se ti è piaciuto, condividilo!

Leggi il prossimo articolo
La coperta corta potrebbe diventare un problema



Vai al Sommario del
Magazine di questa settimana

Leggi e sfoglia la miglior rassegna stampa rossonera: Milan7.it/rs