Rebus Gigio L’unico soluzione credibile è un rinnovo breve con clausola rescissoria

11/09/2020

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Il contratto di Gigio Donnarumma scade il 30 giugno 2021; in sostanza mancano soltanto 9 mesi alla scadenza e, di fatto, il portiere rossonero si può accordare con qualsiasi altro club già dal 1 febbraio 2021, ossia il giorno dopo la chiusura della sessione di mercato invernale.
A tal proposito è abbastanza chiara e nitida la strategia dell’agente di Donnarumma. Mino Raiola ha infatti dichiarato che si occuperà del rinnovo di contratto del suo assistito soltanto da ottobre in poi, ossia subito dopo la chiusura del mercato estivo.
Cosa significa questo? Vuol dire che se il Milan non dovesse riuscire a cedere il suo portiere in questa sessione di mercato (e le intenzioni non sembrano assolutamente queste visto l’arrivo di un secondo portiere non di primo livello), Raiola avrebbe un potere contrattuale fortissimo da ottobre in poi.
Il mercato dei portieri è già di per sé abbastanza complicato e non di facile decollo (anche vista la non decisività del ruolo); figuriamoci che possibilità di avvio ci possono essere nella sessione di mercato di gennaio 2021 che dura poco meno di un mese.
Già oggi, in questa sessione di mercato estiva, appare difficile far muovere foglia vista l’assenza di liquidità per molti club, causata dall’imprevista pandemia del COVID 19. Si ragiona molto sui prestiti con diritto di riscatto, più che su altre formule contrattuali.
Pertanto appare abbastanza complicato pensare che il Milan possa trovare un acquirente per Donnarumma nel mercato di gennaio; tutto può essere certamente visto che il mercato è dinamico, ma in questo momento la cosa sembra molto improbabile.
Alla luce di quanto detto, il Milan potrebbe ritrovarsi fra pochi mesi dinanzi ad un bivio: far rinnovare Donnarumma alle cifre che chiede (ossia 10 milioni di euro netti a stagione), oppure non accettare questo tipo di discorsi e lasciare che il proprio estremo difensore lasci il club a costo zero a luglio.
Sicuramente l’epoca attuale incide moltissimo sia sulle riflessioni e sia sulla capacità di spesa dei club; non è soltanto un discorso riferito all’emergenza COVID 19 che ha impattato sui costi delle società di calcio.
L’alveo delle valutazioni infatti arriva ad inerire le questioni di opportunità legate al rischio di una implosione dei conti dei club e di scelte che devono essere prese in ottemperanza al fair play finanziario.
Il Milan, pur avendo una proprietà americana come il fondo Elliott che garantisce stabilità e solvibilità, non può non fare i conti con questo tipo di realtà, avendo in passato pagato un prezzo molto salato alla violazione delle norme sul FPF.
L’unica soluzione realmente credibile e saggia sarebbe quella di un rinnovo camuffato, magari di soli due anni, con l’apposizione di una clausola rescissoria su Donnarumma, esercitabile da qualsiasi club italiano o estero.
Non si scappa probabilmente da una via d’uscita di questo tipo, visto che il Milan farà certamente appello alla volontà del giocatore di rimanere in rossonero, ma Mino Raiola non appare molto disposto a concedere sconti.
Un rinnovo fino al 2023, con cifre leggermente superiori a quelle attuali (magari vicine ai 7 milioni di euro netti a stagione), unito all’apposizione di una clausola fra i 40 ed i 50 milioni di euro, sembra l’unica e davvero credibile soluzione di buonsenso. Per il Milan e per il giocatore.

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