Siamo tutti seguaci del Piolismo Tutti sul carro di Stefano Pioli, ma...

31/07/2020

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Stefano Pioli ha conquistato tutti.
L'ha fatto soprattutto grazie al suo modo di comportarsi, al reagire alle avversità, a lavorare a testa bassa a prescindere da quanto accade attorno.
Stefano Pioli ha conquistato il cuore di Ivan Gazidis, forse prima il suo portafoglio, nonostante avesse deciso, dopo l'addio prematuro dato a Marco Gianpaolo, di cambiare completamente rotta e affidare la squadra e direzione tecnica a Ralf Rangnick, mettendosi contro tutti.
Stefano Pioli, l'allenatore che non era la prima scelta della società per il dopo Gianpaolo, ma nemmeno la seconda o la terza, è diventato l'allenatore del futuro rossonero, con due anni di contratto.
Ma vediamo da cosa è contraddistinto il Piolismo.
Prima di tutto serietà, che non vuol dire essere "seriosi" o non divertirsi, ma prendere le situazioni sul serio.
Dopo aver iniziato con Biglia, per lui un usato sicuro, ha virato su Bennacer e dopo il lockdown gli ha affiancato Frank Kessie, e la coppia è diventata fantastica.
Sulla fascia spazio a Hernandez, con libertà di sfogo e i risultati si sono visti.
Calhanoglu come trequartista con obbligo di rientro e pressing è stata un'invenzione entusiasmante e il rendimento lo racconta.
Ha saputo ricostruire Rebic come spalla ideale di Zlatan, una coppia molto prolifica.
Ha dato fiducia a Kjaer, che con Romagnoli sono diventati i ministri della difesa rossonera.
Otto giocatori essenziali, che con Gigio Donnarumma, fanno nove undicesimi di una squadra importante.
Ha inciso sulla mentalità della squadra, con Ibra come complice, costruendo un gruppo solido difensivamente e con più opzioni in attacco.


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Il Piolismo si caratterizza anche per la gestione delle vicende societarie: mai un commento sopra le righe, mai un malumore espresso o estratto da qualche intervistatore, ma concretezza, serietà e passione.
Stefano Pioli ha dimostrato di onorare il Milan e la sua storia nel momento in cui ha avuto non solo l'umiltà di cambiare formazione e schema di gioco, ma anche di sapersi districare tra decisioni arbitrali dubbie.
Se il rigore che ha portato i torinesi in finale di Coppa Italia fosse stato fischiato contro le squadre allenate da Conte o Sarri sarebbe successo il finimondo, invece il Milan può solo recriminare su una finale mancata.
A chi, in quella occasione, ha risposto che la sua squadra si è impegnata poco perché non c'era bisogno, ha risposto con quattro pere, non con le parole.
Questo è il Piolismo, fatti non parole, risultati e non promesse.
Farà anche il prossimo anno nozze coi fichi secchi, nel senso che la società non acquisterà molto? Pazienza, è abituato a lavorare con il materiale sportivo, ma soprattutto umano che ha a disposizione.
Ecco, questo è il Piolismo: sapersi muovere tra calciatori che sono, prima di tutto, uomini.

 


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