Gazidis, gli sponsor e i conti che non tornano Un contratto al ribasso con Emirates riapre la discussione

31/07/2020

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Il Milan ha annunciato il rinnovo della sponsorizzazione di maglia con Emirates.
Una decisione che era nell'aria da tempo, ma che pone interrogativi sul futuro rossonero.
Innanzitutto, premesso che Ivan Gazidis deve ancora discutere con l'UEFA per le questioni relative al fair play finanziario, su cui torneremo tra qualche riga, non si capisce come a livello commerciale la società raccolga sempre meno rispetto all'impegno profuso.
Non è una sola questione di risultati, questo è ovvio, ma ci riferiamo alla quantità di manager che Gazidis ha inserito in società al fine di riuscire a guadagnare di più dal marchio Milan.
Manager con esperienza, l'impegno diretto di Gazidis, e ogni contratto discusso al ribasso, senza via di scampo.
Da un lato da Via Aldo Rossi escono dossier di quanti sono i tifosi rossoneri in giro per il mondo, dall'altro si monetizza sempre meno, nonostante ci si impegni di più.
Eppure, per andare a discutere con l'UEFA, senza scomodare i piani assurdi di introiti dal mercato cinese ipotizzati da Fassone, è necessario intervenire sui due elementi: aumento di fatturato o calo del debito/costi.
Gazidis sembra molto interessato a ridurre il monte ingaggi, almeno a leggere alcune dichiarazioni di procuratori e dirigenti, ma poco propenso a raccogliere nuovi introiti, attaccandosi al fatturato del nuovo stadio.
Su questo elemento, gioverebbe ricordare che molte delle squadre della Premier League sono proprietarie di stadi meravigliosi, ma non è garantita la vittoria, come la questione Tottenham insegna.


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Il capito UEFA è particolarmente doloroso, perché mentre Gazidis patteggiava lo scorso anno, il Manchester City riusciva, con problemi ben più seri di quelli rossoneri, a cancellare la sanzione Uefa. Esattamente come avvenne con Fassone, ma probabilmente questa via è stata giudicata stupida e si è preferito non partecipare all'Europa League, i cui soldini a bilancio avrebbero fatto molto comodo.
Non poteva certo immaginare il covid-19 e la chiusura degli stadi, ma con un Milan che vince e diverte che incassi sono saltati?
Unico colpo di coda, a livello social, l'invio della maglia a ex campioni rossoneri, anche se non si capisce l'invio a Montolivo, non per il ragazzo che merita comunque rispetto, ma per il cattivo gusto verso un giocatore che non ha giocato la scorsa stagione per scelta, e a cui un anno è stata tolta la fascia di capitano e quello dopo fatto accomodare in panchina.
Insomma, più scuro che chiaro nella gestione societaria per Ivan Gazidis, ma ci si augura che oltre all'italiano, in questo anno e mezzo abbia imparato anche cos'è il calcio italiano e come si gestisce un club storico e di valenza mondiale come il Milan.
D'altronde, solo sbagliando si impara.
 


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