Piacerà il Milan che verrà? Il ciclone tedesco, lo stadio ed il futuro della società…

26/06/2020

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Buona la prima, vittoria netta in trasferta pur con rigore regalato all’avversario. Il Milan riparte con tre punti, adesso ci spetta un tour de force con squadre di livello, solo dopo potremmo sapere se siamo da Europa League.
Poco cambia, anche perché l’Europa dei poveri sembra vista come un impiccio da molte squadre. Uno spreco di energie che ti fa pagare dazio in campionato, dove la corsa al posto in Champions League vede sempre più concorrenti e meno posti disponibili.
Concordiamo nel dire che vedendo il traguardo dagli occhi del tifoso, una partecipazione all’Europa League dovrebbe rendere orgogliosi ugualmente pur non essendo la Champions. Però ormai non essendo più sport ma sempre più business, bisogna adattarsi alla visione aziendale dove ingolosiscono solo gli introiti della coppa dalle grandi orecchie.
Al di là del piazzamento, il ciclone tedesco si abbatterà su Milanello a fine campionato. Un mese mezzo scarso di tempo per plasmare la sua creatura, un Milan più europeo e meno italiano nella mentalità. Cosa tra l’altro che ha quasi sempre contraddistinto la nostra storia, forse più rimarcato nel periodo Berlusconiano.
Chiaramente, una visione di gioco continentale potrà trovare inizialmente delle difficoltà in un contesto italiano dove il risultato è quello che conta al triplice fischio. Il nostro sarà progetto ad ampio raggio, il connubio gioco-risultati sarà la massima aspirazione, ma altrettanto ardua da raggiungere.
A sentire il management, non ci si vuole porre limiti, come le continue dichiarazioni sul nuovo stadio. Passi in avanti con il comune sulle volumetrie, ed un progetto che forse potrà portarsi a termine nel 2024.
Nel frattempo sarà Rangnick a traghettare il Milan nella sua nuova dimensione. Non sarà solo, perché come le persone intelligenti, vorrà esser affiancato non solo da fedelissimi ma anche da gente che vive il calcio italiano. Il mix e l’affiatamento sarà la pietra miliare per cominciare a far le cose sul serio.
La diversità di vedute degli ultimi anni, hanno portato il Milan a cospargersi di ridicolo. Il mix nei quadri dirigenziali dovrà esser rispecchiato anche in campo. Elliott sembra aver in testa un Milan giovane e volenteroso, le plusvalenze fanno gola forse più delle ambizioni sportive.
Ma dovranno esser altrettanto furbi nell’inserire anche esperienza all’interno della squadra. Giocatori guida che diventeranno fondamentali nei momenti bui che inevitabilmente si presenteranno durante l’annata calcistica.
Rilancio crucco, nuovo stadio di stampo americano e chissà magari nuovo proprietario arabo, ma andiamo con calma, il cammino sarà lungo e non a tutti piacerà.
FVCR

YouRedBlack


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