Si può distruggere il Meazza: ma i sentimenti? La decisione della sopraintendenza è equivoca

22/05/2020

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Allora, partiamo dal principio.
La giunta Sala del Comune di Milano ha chiesto l'intervento della Soprintendenza ai beni culturali al fine di verificare se lo stadio di San Siro rientrasse tra i beni culturali di Milano.
La Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia si è riunita e ha deciso che lo stadio non presenta alcun "interesse culturale".
A questo punto, resta da capire solo la richiesta di valutazione presso la Corte dei Conti e qualsiasi tipo di blocco burocratico intorno alla costruzione del nuovo stadio cadrebbe definitivamente.


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La richiesta era partita a novembre e siamo alla metà di maggio, tutto sommato, nonostante il coronavirus, i tempi sono stati insospettabilmente rapidi.
La partita tra le squadre milanesi e il Comune a questo punto volge al termine, con un vantaggio per le prime che potranno a questo punto definire cosa tenere dello stadio e se sia il caso di tenere qualcosa.
Una sorta di Grant Park come a Chicago (se avete visto Last Dance avrete visto la festa per l'ultimo titolo di Jordan), dove celebrare feste e concerti, ma senza vincoli dettati dal vecchio impianto.
L'idea stuzzica molto.

Il problema vero è che i sentimenti dei tifosi non contano niente. Ma questo lo sapevamo già.
 


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