Il problema d'identità del Milan permane Una squadra che mostra sempre i propri limiti quando non è al top

13/03/2020

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Il Milan avrebbe dovuto giocare la partita di ritorno allo Juventus Stadium mercoledì scorso, ma per fortuna è stata sospesa.
E sì, perché il Milan che è andato sotto di due reti contro una squadra dignitosa ma di certo non irresistibile come il Genoa, non lo diciamo noi denigrandola, ma classifica e i cambi di allenatore, contro i pluricampioni d'Italia avrebbe preso l'ennesima lezione di calcio.
Capita che al Milan cambino gli allenatori, cambino i dirigenti, cambi anche qualche giocatore ma nel momento in cui non si è tutti spronati a dare il 100% il livello sprofonda in basso.
I gol sbagliati clamorosamente domenica dimostrano che è una questione di concentrazione e determinazione, un problema di voglia di vincere e di dare quel qualcosa in più.
Se Gennaro Gattuso, per temperamento, era riuscito ad ottenere qualcosa, Gianpaolo ha fallito su tutto il fronte, mentre Stefano Pioli, con il suo saper fare e aria da brava persona, quale per altro è, era riuscito, non senza fatica, a far remare tutti dalla stessa parte.
Anche Pioli ha deciso di puntare su uno sparuto numero di giocatori, tutti gli altri relegati al ruolo di comparsa, ma non è bastato.
E' stata sufficiente una lite in società per mandare tutto quanto a gambe all'aria, vedere giocatori che non rincorrono, che non si danno una mano e non si mettono a disposizione della squadra.
Un problema di identità che si ripresenta, ma che è relativo alla qualità dei giocatori, non tecnica, ma umane.
E' brutto da dirsi, ma è così, il problema è sulle qualità delle persone.
Su quello c'è poco da fare.
Quasi niente.


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