Sta nascendo il Milan di Gazidis E' qui da poco più di un anno e ha l'appoggio di Elliott

06/03/2020

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Arrivato in sordina, non parla (ancora) l'italiano, non frequenta i Palazzi del calcio.
Molti dipingerebbero Ivan Gazidis in questo modo, eppure ha un pedigree di tutto rispetto: AD della Major Soccer League negli USA e poi AD dell'Arsenal.
Ruoli non banali.
E' l'uomo scelto da Paul Singer per guidare il Milan, indipendentemente dalle bandiere schierate in Via Aldo Rossi.
Per ora si è mangiato Leonardo e Boban, forse si mangerà anche Maldini.
E' un decisionista, attento ai conti economici e alle influenze internazionali.
Completamente a digiuno del calcio italiano, dei meccanismi, della politica e delle scelte.
Ha preferito rinviare Milan-Genoa, data l'indisponibilità dell'Inter di giocare di lunedì e della Juve di giocare davanti ai propri tifosi, per non perdere l'incasso, ma alla fine lo perderà comunque.
La parentesi italiana, per il momento, non è stata particolarmente fortunata, una Champions sfuggita negli ultimi minuti e una discussione con l'Uefa ancora da costruire, un bilancio imbarazzante da sistemare.
Sta distante dal problema stadio, dominio di Scaroni e, come detto, dai Palazzi del calcio.
Ma comanda.
Ha deciso di puntare su una rivoluzione tecnica che non sta accontentando chi ne ha la delega: Boban e Maldini.
Ha provato a giocare un po' sporco, con un'intervista rabberciata sulla Gazzetta per dire al mondo del calcio che al Milan tutti remano dalla stessa parte, collezionando prima i rimbrotti di Maldini e poi un attacco frontale da Boban.
La diatriba sembra essere sulla scelta di Rangnick, allenatore/manager tedesco, ma non è una certezza che sia il prossimo allenatore/dirigente del Milan come invece lo dipingono tutti.


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In qualsiasi caso, la scelta spiattellata sul quotidiano rosa non ha fatto felice nessuno: una scelta totalmente senza senso, soprattutto se raccontata a gennaio, a campionato in corso e tre mesi e mezzo di gare davanti.
Sembrava il tentativo di legittimarsi di fronte ai tifosi e agli addetti ai lavori, decisamente maldestro, anche se i risultati, nello sport, si vedranno solo a fine stagione.
Per ora non ha fatto altro che gettare i tifosi nello sconforto nel vedere l'ennesima ripartenza da zero della squadra e, soprattutto, della società.
Curioso che accada tutto questo e contemporaneamente appaiano voci di proposta di acquisto del pacchetto azionario, nonché una serie di smentite o di rifiuti di cifre faraoniche.
Il Milan di Gazidis partirà il primo luglio, chi sarà alla guida e chi lo accompagnerà è ancora da capire, Moncada è sulla rampa di lancio, Rangnick, per motivi contrattuali, è alla finestra.
Nel frattempo, agli inizi di marzo si congeda Stefano Pioli e si mettono in forte discussione i contratti con alcuni giocatori.
E intanto Mino Raiola prepara la festa, considerando i tanti assistiti che risiedono attualmente a Milanello.

 


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