Un nodo da sciogliere nei prossimi tre mesi I dubbi del Milan fra la possibile conferma di Pioli e la scelta di un nuovo allenatore

14/02/2020

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Cosa potrà accadere in merito al futuro della panchina del Milan è difficile poterlo pronosticare in questo momento. All'inizio di questa settimana, in seguito alla rocambolesca sconfitta patita nel derby dal Milan, i nomi accostati alla panchina del Diavolo per la prossima annata sportiva sono stati tanti, variegati e persino pittoreschi. Si va dall'ipotesi Allegri, cavalcata ormai da un po' di tempo dalla Gazzetta dello Sport, sino alla suggestione del tedesco Rangnik, per passare da Marcellino, Spalletti, Simone Inzaghi, De Zerbi e Shevchenko. Qualcuno tuttavia non esclude una possibile permanenza a Milano di Stefano Pioli. Di solito quando i nomi sono tanti, l'esperienza dice che nessun nome è davvero forte. E le parole di mercoledì sera pronunciate da Paolo Maldini ai microfoni di Sky non possono che confermare questo assunto, dato che il dirigente rossonero è stato abbastanza preciso nelle sue dichiarazioni pubbliche. Al Milan oggi non sono state ancora prese decisioni riguardanti il futuro ed è probabile, salvo cataclismi mai prevedibili con anticipo, che la scelta del tecnico verrà presa soltanto a maggio, quando il campionato finirà e la società avrà il tempo ed il modo di fare delle valutazioni complessive, ponderando bene le scelte per il futuro prossimo. Questo ci dice che le possibilità di una conferma in rossonero di Stefano Pioli non sono affatto escluse. Certo, il tecnico attuale non viene considerata la prima scelta (e probabilmente nemmeno la seconda), dato che il Milan pare orientato ad optare per un allenatore con un determinato curriculum, che ha già vinto e che abbia un ascendente di carisma molto forte sui giocatori. Tuttavia non si può escludere che, qualora il club non riuscisse a mettere sotto contratto l'allenatore più gradito, l'opzione Pioli possa diventare credibile anche in vista della prossima stagione. L'ex tecnico di Lazio e Fiorentina ne è consapevole. Sa che il suo destino passa dai risultati (deve centrare almeno l'Europa League e magari arrivare in finale di Coppa Italia) e da una serie di circostanze particolari. Il club infatti ne stima il lavoro e l’approccio sereno alle cose, ma in un'ottica di crescita vorrebbe cambiarlo per un profilo più alto. Tutte condizioni, oggi, non preventivabili. Cambiare tanto per cambiare è un azzardo che qualche mese fa non ha pagato (Gattuso via per prendere Giampaolo). La stabilità è un valore da sacrificare soltanto per un innalzamento del livello della guida tecnica. Altrimenti meglio non lasciare la strada vecchia. Da qui a maggio però possono accadere molte cose. Anche le più inaspettate.


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