Le ragioni del 4-4-2 Il nuovo modulo sta dando compattezza e certezze al Milan

17/01/2020

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Qualcuno, soprattutto nelle ultime ore, ha ipotizzato che il 4-4-2 possa essere concretamente una soluzione ai tanti problemi del Milan. Probabilmente non è così: se esistesse un modulo di gioco che facilita gli allenatori, tutti opterebbero per tale sistema.
Vi è, semmai, un'altra realtà, prettamente figlia del campo; il 4-4-2 è il sistema di gioco migliore da applicare quando una squadra si trova in difficoltà, quando fa fatica a trovare distanze, certezze, sicurezze.
Non è la strutturazione di campo più spettacolare, ma è quella che consente maggiormente ad una squadra in difficoltà di ridarsi un senso dopo che i venti di procella si sono agitati lungo una stagione complicata.
Il Milan era partito infatti con il tentativo di implementare il 4-3-1-2, un sistema di gioco molto delicato nei suoi equilibri anche perchè espone difesa e centrocampo ad una costante inferiorità numerica in fase di non possesso.
L'esperimento, per bocca di Giampaolo, sembrava fallito già dopo la prima giornata, persa mestamente dal Milan in quel di Udinese, in cui la squadra rossonera non era riuscita mai a calciare verso lo specchio della porta.
Il tecnico però, spesso in confusione nei suoi 100 giorni milanisti, ha continuato a far girare i giocatori offensivi, alternando il 4-3-3 al 4-3-1-2, fino a presentarsi nel derby con Suso in posizione ibrida di falso nove.
Quella mossa fu forse un’ammissione di insicurezza. Giampaolo non era e non è un cattivo allenatore, è stimatissimo da tutti i colleghi ma ha un grave difetto che lo rende inadatto ai grandi club: è eccessivamente dogmatico.
Il suo esonero è stato quasi un atto scontato, con lui vittima più di sè stesso e delle proprie ferree convinzioni, più che del Milan, incauto a puntare su di lui ma forse pentito fin da principio di questa scelta.
Stefano Pioli, succedutogli, dall'inizio ha pensato di implementare un sistema di gioco raffinato (con una finta difesa a 4 che diventava a 3 in fase di possesso), per poi retrocedere al 4-3-3 gattusiano della scorsa stagione.
Quel sistema però funzionava soltanto in quel contesto e con il carisma di Gattuso a fare da cerniera. E’ come quando un giocattolo funziona e lo si spezza. Se torni indietro magari si aggiusta, ma non sarà mai come prima.
La scelta del 4-4-2 odierno nasce da tutte queste considerazioni e da qualche riflessione. Non solo dall’arrivo di Ibrahimovic che, comunque, è un giocatore sistema che non può non condizionare il tecnico di turno.
Oggi per il Milan questa strutturazione di campo porta serenità, compattezza, linee di passaggio semplici che, per i giocatori, sono quasi automatiche. Le conoscono come preconoscenze e certi passaggi vengono automatici anche se non sono stati provati in allenamento.
Se questo basti per provare a ridare un senso a questa stagione è difficile dirlo già oggi. Tuttavia, bisogna sottolineare come il cambio modulo abbia dato una nuova dimensione al Milan. Nulla di eccezionale ovviamente, ma in una stagione tribolata è un evidente passo avanti.

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