Male che vada sarà il mental coach Saprà alzare il livello di concentrazione e di personalità dei compagni

03/01/2020

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L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic accende il cuore ai tifosi ma occorre rimanere con i piedi per terra. E’ il 2020 e non più il 2011 e il giocatore si avvia verso i 39 anni. Senza contare che gli ultimi due, reduce da un grave infortunio con Manchester United, l’ha passati nella MLS negli USA, non esattamente un campionato ad alto livello.
Naturalmente, speriamo sia ancora in grado di fare la differenza, almeno come tocchi e fisicità se non come mobilità. La sua classe non è in discussione.
Ma anche se non fosse più in grado di esser decisivo (come lo fu anni fa) in campo, lo sarà sicuramente nello spogliatoio.
Già perché il carattere di Ibra è noto a tutti e lui, vero cultore dell’allenamento e della forza di volontà, sarà sicuramente una delle migliori iniezioni di orgoglio che una squadra possa avere. A maggior ragione, una squadra giovane come il Milan.
La sua durezza mentale, la sua voglia, la sua “fame” possono solo essere di esempio ai tanti giocatori che non hanno attualmente punti di riferimento.
Il carisma di Ibra potrebbe fungere da catalizzatore per far emergere un po’ di personalità da chi, oggettivamente, ne è un po’ carente. E alzare il livello di concentrazione, anche con metodi e maniere poco ortodossi.
Ibra è sempre Ibra: se non avremo ripreso un grande giocatore, avremo comunque in squadra un mental coach formidabile.



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