La lezione di stile La battuta di Galliani stronca gli eccessi verbali di Mirabelli

29/11/2019

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Adriano Galliani non parla molto, ma sa come e quando parlare. Ha attraversato 30 anni di vita rossonera, riuscendo sempre a rimanere saldo al timone della dirigenza del club. Possiede il dono e, nel contempo, il pregio dell'equilibrio. Non si esalta troppo quando le cose vanno bene e non si deprime eccessivamente quando le cose sembrano andar male in maniera ineluttabile.
Da dirigente era unico nel vivere a metà del guado fra gli ardori presidenziali e le esigenze degli allenatori di turno, quasi sempre presi di mira dalle battute e dai richiami provenienti da Arcore.
L'uomo sa stare al mondo e lo si nota da un particolare, spesso dai più fin troppo sottovalutato: Adriano Galliani tende a non parlar mai male di nessuno. Un tempo si diceva che i piccoli personaggi parlassero di altri uomini, mentre i grandi personaggi parlassero di idee. Probabilmente ciò è vero anche se, siamo certi, l'umile Galliani difficilmente si collocherebbe fra i grandi, dato che si è sempre definito un lavoratore, un uomo senza particolari talenti se non quello dell'attenzione e della concentrazione nel lavoro. Ed allora, se siamo dinanzi ad un personaggio con questo tipo di etica e con tale modello umano di approccio al mondo, difficilmente può passare sotto traccia la sua battuta di lunedì sera, pronunciata in un noto programma sportivo di Canale 5 che va in onda in seconda serata.
Galliani, come un prode spadaccino, ha tirato un fendente niente male verso Massimiliano Mirabelli, ex capo dell'area tecnica del Milan. "Non è giusto che io dica niente sul Milan. Spero e mi auguro che il Milan si riprenda, ma non è giusto che ex direttori sportivi del Milan sputino nel piatto dove hanno mangiato. Non va bene, non si fa così”.


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Un colpo da ko niente male da parte di un ex dirigente che, a differenza di Mirabelli, nel Milan qualcosina ha vinto, rivinto e poi rivinto ancora. Un colpo dato con stile peraltro, dato che Adriano Galliani ha parlato in maniera generica, senza mai citare l'ex dirigente a lui succeduto sul trono di Via Aldo Rossi.
Sputare nel piatto in cui si è mangiato è un vezzo, o forse meglio dire una moda, abbastanza tipica del calcio italico. Non sono inconsuete interviste ad addetti ai lavori che parlano male delle loro ex squadre, lamentando mancanza di tempo, soldi, progetti e quant'altro.
Mirabelli negli ultimi 15 mesi si è tuttavia superato, pretendendo con ostinata pervicacia di voler difendere il suo lavoro, senza mai accennare mezza critica al suo operato. Fra un "capolavoro" ed un "colpo del secolo", ai tifosi milanisti è parso quasi di sognare dato che delle sue famose "basi per il futuro" è rimasto davvero molto poco.
A volte però, il fendente di un ex dirigente, provetto spadaccino, è più efficace di qualsiasi critica. D’altronde, ferisce più la parola, se detta nel modo corretto, che la spada.

Capitan Uncino

 


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