Il discorso con Ibrahimovic va ben oltre il calcio Il Milan vuole tornare a far parlare di se? E con i risultati o col gossip?

29/11/2019

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Il Milan non sta attraversando una fase felice, ma quello che conta è determinare il futuro che questa società vuole avere.
Non è una semplice questione di risultati, ma di obiettivi strategici da raggiungere.
Il primo è il bilancio, rispettando i parametri del Fair Play Finanziario.
Essere nella parte destra della classifica, tutto sommato, è di grande aiuto in questo contesto, cancellando un anno di analisi dei bilanci nel caso in cui non venisse centrata la partecipazione alle prossime competizioni europee.
La possibilità quindi di trattare un settlement agreement senza fretta e programmare con maggiore attenzione le prossime stagioni.
Ma un Milan non presente nelle prime posizioni diventa poco appetibile per gli sponsor e quindi, di fatto, riduce violentemente gli introiti e quindi allontana la possibilità di grandi investimenti futuro.
Un gatto che si morde la cosa.
L'arrivo di Ibra potrebbe cambiare le sorti della stagione, non tanto calcistica, perché per quanto volenteroso si sta parlando di un giocatore sul viale del tramonto che può spostare gli equilibri all'interno dello spogliatoio, ma a livello di percezione del brand Milan.
Attirare nuovi talenti, riavvicinare gli sponsor e togliere quello strato di polvere sulle magliette non è un'operazione banale, ma ha un suo costo, molto alto, e i suoi rischi.
Prima di tutto la personalità di Ibra potrebbe offuscare non tanto i compagni, che non brillano certo per personalità, ma soprattutto allenatore e dirigenti.
Siamo sicuri che abbiano tutti quanti voglia di vivere di luce riflessa e di dover tamponare le uscite dello svedese?


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Siamo sicuri che la società Milan sia in grado di gestire, a livello mediatico, Ibra?
Siamo sicuri che Ibra si metta a disposizione dei commerciali per attrarre nuovi sponsor?
Non solo questioni banali e sappiamo benissimo che sono all'ordine del giorno in ogni chiamata tra Ivan Gazidis e Gordon Singer, ma anche nei rapporti con Maldini e Boban.
In fondo, l'operazione economicamente costosa, si potrebbe ripagare facilmente riempiendo lo stadio e vendendo qualche maglietta in più.
Per intenderci, lo scherzetto Gianpaolo pesa sui bilanci per 12 milioni, l'ingaggio di Ibra sarebbe simile, ma ci si attende con un impatto differente sulla classifica e sui risultati in generale.
Il concetto di base, quindi, è soppesare l'acquisto di Ibra, ma anche andare a cercare qualche rinforzo importante a gennaio e cercando di fare cassa con qualche giocatore ai margini del progetto.
Non bisogna cadere nel tranello di attendere Ibra fino a gennaio e bloccare le possibili mosse di mercato, perché se l'accordo si può fare, va chiuso in tempi brevi per poi rivedere la rosa di conseguenza.
Decisioni non facili, ma il Milan, in questo momento, pende dalle labbra di Ibra e di Raiola.
 


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