Milan-Fiorentina: l'analisi della partita Una bella sconfitta, di quelle che lasciano il segno. Ma vediamo i motivi

04/10/2019

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Il Milan si è sciolto come neve al sole di fronte alla Fiorentina, giunta a San Siro molto motivata e che ha regalato a Vincenzo Montella una piccola rivalsa personale.
Un 1-3 che pesa moltissimo in termini di progettualità, di crescita e di autostima.
A parte l'ottima rete realizzata da Rafael Leao, il Milan non ha mai creato niente e anche i tiri in porta sono risultati poco incisivi.
Manca sempre qualcosa.
Paradossalmente, il baricentro della squadra di Gianpaolo è stato di 5 metri più basso della media delle gare allenate da Gattuso, con una miriade di palloni giocati all'interno della nostra area.
La statistica ovviamente non è corretta, perché le regole sono cambiate e si può giocare la palla dalla rimessa dal fondo direttamente in area, ma è chiaro che la tendenza è definita.
Il possesso palla rossonero è risultato sterile, con 760 tocchi (il Barcellona contro l'Inter ne ha fatti 920 per dimostrare la sterilità di un certo tipo di atteggiamento) durante la gara. D'altronde, Nils Liedholm al Milan ha proprio introdotto il possesso palla come sistema difensivo e quindi non ci si può lamentare.
Il Milan ha prodotto 3 tiri in porta, di cui solo Suso e Leao con un pericolo significativo. La squadra ha commesso 10 falli, ripetiamo 10, con due cartellini gialli e un altro giallo trasformato in rosso dalla VAR.
Difficile giudicare la partita perché il Milan è stato messo sotto dal primo minuto, incapace di chiudere le sortite di Chiesa e Ribery.
Difensivamente, quindi, la partita non ha dato risposte soddisfacenti e anche il pressing delle punte, da cui scaturisce la fase difensiva, ha mostrato molte lacune.
Lo scivolamento dei centrocampisti durante il primo tempo sembrava essere la causa delle difficoltà rossonere, tanto che Gianpaolo ha tentato di cambiare le sorti della partita, in quel momento il Milan era sotto di una rete, sostituendo Kessie con Krunic. Il risultato finale è stato disastroso: meno incursioni in attacco e medesimi movimenti di copertura impacciati.
La rosa a disposizione di Gianpaolo sembra essere il problema principale di questa squadra, con pochi giocatori capaci di far compiere un salto di qualità a partita in corso.
Rebic stenta, Calhanoglu sembra l'ombra di se stesso e pur correndo molto fatica ad essere incisivo.
Il centrocampo ha sofferto particolarmente perché i viola hanno giocato la palla in ogni zona, muovendola molto e hanno messo in difficoltà soprattutto Bennacer che doveva correre per chiudere gli spazi.
Gli strappi provocati dai laterali toscani hanno mandato in tilt la linea difensiva e il centrale di centrocampo ha dovuto chiudere più volte con giocate al limite, tanto che dai suoi interventi sono scaturiti due rigori.
Il Milan ha incassato 3 reti, ha parato un rigore, ma poteva andare peggio, anche se peggio di così, per i tifosi rossoneri, non sembrerebbe possibile.



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