Il maestro che non sa spiegare Dopo circa 100 giorni chi ha capito come vuol giocare l’allenatore?

04/10/2019

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Parliamoci chiaro: quella di sabato sera assomiglia sempre di più a una gara da ultima spiaggia.
La successiva pausa per le nazionali rappresenta il classico momento che un allenatore in bilico teme di più. La società ha infatti due settimane per decidere la riconferma o l’esonero.
E che Giampaolo sia a rischio non viene certamente completamente smentito dalle parole di Maldini, che sanno molto di circostanza.
La squadra non ha gioco, è farraginosa, poco produttiva e, soprattutto, prende troppi gol. E questo con gli stessi uomini in difesa dello scorso campionato, in cui il reparto si era dimostrato il più affidabile.
Sono passati circa 100 giorni dall’arrivo di Giampaolo a Milanello. In questo lasso di tempo il gioco della squadra non si è formato, non c’è un modulo base, non c’è una formazione base. Insomma, è come se i giocatori avessero appena iniziato il ritiro.
Solo che più il tempo passa e più la squadra – anziché compattarsi – si sgretola. Manca il collante degli schemi e la fiducia svanisce. E siccome i giocatori sono esseri umani, si inizierà a vedere chi tira i remi in barca e e chi cercherà di mettersi in mostra individualmente.
Tutto lontanissimo dalla filosofia di squadra.
Ironia vuole che Giampaolo predichi un gioco corale, nel vero senso della parola, in cui ogni solista deve mettersi a disposizione del collettivo.
Si vede che il Maestro non sa spiegare.
Oppure che gli asini in classe sono troppi.



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