La strategia del Milan Come si vogliono coniugare le spese con una ristrutturazione del bilancio

09/08/2019

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Spendere tanto oggi, per spendere meno in futuro. Sembra questa la nuova dimensione del Milan targato Elliott che, finora, ha speso in entrata 114 milioni (20 Hernandez, 8 Krunic, 16 Bennacer, 35 Leao, 11 Duarte e 24 Kessiè che formalmente ricade in questo bilancio), a fronte dei soli 38 milioni incassati in uscita (18 Cutrone, 10 Locatelli che formalmente ricade in questo bilancio, 5 Djalo, 4,5 Gustavo Gomez e 0,5 Simic). Cosa si cela dietro questa strategia? La società rossonera sta semplicemente portando avanti le dichiarazioni di principio vergate da Ivan Gazidis esattamente due mesi fa quando, in una intervista ad un importante quotidiano nazionale, l’attuale A.D. milanista ha specificato la necessità che la crescita del club fosse sostenibile. Crescita sostenibile, ovviamente, non significa impossibilità di investimenti in entrata, bensì razionalizzazione degli stessi al fine di rendere la struttura del bilancio del Milan meno pesante. Il costo di un giocatore, generalmente, non viene mai ripartito su un solo bilancio; l’ammortamento viene invece spalmato sugli anni di contratto. La scelta di far firmare cinque contratti quinquennali ai cinque nuovi arrivi è emblematica di questa filosofia. Ad ora infatti, il Milan ha caricato sul bilancio un aumento degli ammortamenti per 18 milioni di euro, perfettamente coperto dalla plusvalenza di Patrick Cutrone che è stato ceduto al Wolves qualche giorno fa. Sul piano contabile quindi il Milan sta agendo in maniera pertinente, al fine di potersi mettere in riga con le norme del FPF, ingiuste e fuori mercato, ma purtroppo vigenti. C’è inoltre un aspetto molto importante legato ai costi in bilancio e che inerisce la voce prestiti. Nello scorso esercizio di bilancio il Milan ha speso ben 17 milioni di euro per i prestiti di tre giocatori (Higuain 9, Castillejo 3 e Bakayoko 5). Oggi questa voce di costo è ferma a zero ed è destinata a rimanere ferma a zero anche alla fine del calciomercato. Il tutto va coniugato con una diminuzione considerevole del monte-ingaggi che, ad ora, è sceso di circa 16 milioni di euro lordi. Se consideriamo invece il costo totale della rosa del Milan, che nello scorso bilancio si attestava attorno ai 212 milioni di euro, possiamo dire che oggi la diminuzione dei costi supera quota 20 milioni (attualmente siamo attorno ai 190 fra ammortamenti e costo degli stipendi lordi), con una squadra più giovane, tecnicamente più valida e patrimonialmente più solida. Si può crescere insomma, spendendo in modo razionale e con la dovuta oculatezza. Il Milan ha tracciato questa via.


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