La rosa: il punto della situazione Giochiamo in modo diverso e siamo più assortiti, ma non basta

09/08/2019

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Al momento in cui scriviamo la rosa dell’AC Milan 2019-20 è composta da 26 giocatori. Non moltissimi, ma neanche pochi, visto che a grandi linee dovrebbero essere l’ossatura della squadra della prossima stagione.
Vediamoli nel dettaglio.
Portieri (3): Donnarumma G., Reina, A. Donnarumma.
Difensori (10): Romagnoli, Caldara, Musacchio, Hernandez, Calabria, Duarte, Rodriguez, Conti, Laxalt, Strinic, Gabbia.
Centrocampisti (7): Paquetà, Kessie, Bennacer, Calhanoglu, Krunic, Bonaventura, Biglia.
Attaccanti (6): Piatek, Suso, Leao, Silva, Castillejo, Borini.
Dieci difensori potrebbero sembrare tanti, e lo sono, ma in realtà Caldara non si sa quando potrebbe realisticamente tornare (senza contare quando sarà in forma). Conti deve superare i suoi fantasmi e – al memento – non è certo una garanzia di affidabilità. Duarte è appena arrivato dal Brasile e ci dovrebbe mettere del tempo quantomeno ad ambientarsi, oltre che ad abituarsi al calcio italiano. Strinic sconta l’età e la ripresa dal problema cardiaco. Laxalt è Laxalt, è questo basta.
Ecco che quindi in realtà di abili e arruolati per le prime giornate di campionato sono in realtà molti di meno, sperando che l’infortunio a Hernandez guarisca in fretta.
A centrocampo siamo abbastanza contati. In attesa di qualcuno di maggior valore che arrivi dal mercato, Bennacer potrebbe prendere il posto di Bakayoko (perdendoci in fisicità), e Krunic accomodarsi in panchina insieme a Bonaventura, in attesa che quest’ultimo ritrovi un minimo di forma. Non si recupera così in fretta da quel problema al ginocchio. Possiamo contare – al momento – sulla professionalità di Biglia, che non sarà stato felice di esser messo dentro ogni trattativa per esser ceduto. Ma l’argentino “es un hombre vertical”.


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Quindi per ora abbiamo più o meno lo stesso centrocampo dello scorso campionato.
In attacco, visto il cambio di modulo (due punte e il trequartista), l’arrivo di Leao ed i passaggi di Suso potrebbero finalmente innescare Piatek, che è un puro finalizzatore.
Però Suso non ha rincalzi e bisognerebbe sperare che non gli venisse un raffreddore. A meno che Giampaolo non intenda schierare Paquetà o Calhanoglu come trequartisti. Ruolo che Castillejo non può interpretare, ma ce lo ritroviamo in rosa.
Di Silva non è il caso di parlarne, sperando che trovi un’altra casa al più presto, mentre Borini – pur non essendo un fuoriclasse – è il classico jolly che non ti danneggia ovunque lo metti in campo.
Ecco quindi che la vera differenza rispetto agli anni passati dovrebbe farla il gioco voluto dall’allenatore.
E da quello che abbiamo visto a Cardiff con Manchester United (e con i "titolari" nella foto) non possiamo che migliorare.
 


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