Tranquilli, non siamo in vendita Un fondo ha come obiettivo la massima valorizzazione dei propri asset

12/07/2019

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Si è partiti da una frase di Gazidis per scatenare una ridda di voci su una probabile/possibile vendita del Milan.
L’AD ha dichiarato, parlando del FPF: "È una situazione complicata, visto che la prossima volta in cui il Milan tornerà sotto l’osservazione della Uefa si sarà qualificato, speriamo, per una coppa europea. Si può supporre che quando Nyon ci giudicherà, se riscontrerà anomalie, arriveremo a un settlement agreement per un percorso lungo quattro anni. Il nostro obiettivo è creare fondamentali dal punto di vista finanziario virtuosi così da infondere un senso di fiducia all’Uefa. I nostri obiettivi quindi coincidono con quelli di Nyon".
L’arco temporale di quattro anni ha fatto dire a molti che nel frattempo su Via A Rossi c’è il cartello Vendesi appeso all’ingresso.
Chi ragiona così però non tiene conto di una cosa: cosa sono e come ragionano i fondi investimento.
Intanto, si definiscono di investimento poiché chi ne acquista delle quote lo fa per guadagnarci nel tempo. Il che significa che non è una speculazione in cui si alloca una certa cifra per ottenere nel breve il maggior ritorno possibile.
I fondi in realtà hanno come obiettivo quello di agire per aumentare il valore dei propri asset. Tradotto: Elliott non ha interessi a vendere a breve il Milan poiché non ha ancora raggiunto il massimo del valore che l’investimento potrebbe esprimere. Solo in quel caso potrebbe prendere in considerazione l’idea. Ma prima il tutto passerebbe da una quotazione in borsa, magari a New York. 


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Inoltre, se la proprietà ha presentato un piano per la costruzione di un nuovo stadio, con un investimento (al 50%) per 1,2 miliardi di euro, è proprio perché intende creare più valore per la società.
Siamo quindi lontanissimi dall’idea di un Milan in vendita.
Che poi si faccia i conti con una realtà di investimenti nel parco giocatori che rientri nel solco del FPF, che comunque in un futuro – si spera il più vicino possibile – ci riguarderà di nuovo e da vicino, è più che ovvio.
Non è che con un bilancio come il nostro attuale possiamo permetterci l’acquisto di superstar.
Ma tra un mercato “oculato” e il non arriva nessuno, ce ne passa.
Il mercato è ancora molto lungo, e Galliani ci ha insegnato che spesso gli acquisti decisivi sono stati fatti proprio negli ultimi giorni.

 


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