Perché investire (bene) nel calcio rende Offre attualmente il potenziale per un ritorno significativo

12/07/2019

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Investire nel calcio è un po’ la nuova frontiera della finanza. Però in molti continuano a nutrire dubbi sulle reali intenzioni del Fondo Elliott nei confronti del Milan.
Eppure, il calcio (o soccer per distinguerlo da quello con la palla ovale made in USA) sta avendo sempre più appeal proprio tra chi fa degli investimenti finanziari il proprio lavoro.
Secondo Charles Baker, co-presidente del gruppo O'Melveny, "un investimento in una squadra di calcio offre attualmente agli investitori il potenziale per un ritorno significativo sul loro investimento iniziale, in quanto il CAGR (Compounded Average Growth Rate o tasso annuo di crescita composto) per la proprietà del team sportivo è migliore di quasi tutte le altre asset class negli ultimi cinque, 10 e 20 anni".
Per i non addetti ai lavori, le asset class sono azioni, obbligazioni e tutte le altre aree di investimento finanziario tradizionali.
Quindi, per chi si occupa di finanza queste parole sono miele.
Sempre Baker, aggiunge che “dati gli attuali livelli di crescita nel mercato dello sport, un investimento in una squadra di calcio può essere una scelta intelligente per il portafoglio. Molti investitori considerano questa asset class la nuova frontiera per gli investimenti sportivi, soprattutto se confrontata con la NFL e la MLB, che sono viste come proprietà più mature". Inoltre, l’analista rileva che, a causa delle regole del Fair Play Finanziario e di altri fattori come i ricavi di sponsorizzazione stabili guidati dall'appeal globale, la redditività dei club europei è in crescita.


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"Le società di private equity possono essere esperti investitori finanziari focalizzati sull'acquisto di asset sottostimati, mettendo in atto alcune modifiche operative e finanziarie per accrescerne il valore", prosegue Baker.
"Ci sono molti principi per il private equity, quindi le regole su come uscire in un periodo di tempo gestito sono meno rilevanti. Tali principi comprendono l'allineamento degli interessi, la governance e la trasparenza”.
Questa analisi spiega molto più di mille parole e ipotesi fantasiose il perché Paul Singer è il proprietario dell’AC Milan.

 


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