Lo snodo allenatore Difficile arrivare ad un tecnico di altissimo livello senza poter dare garanzie sul mercato

10/05/2019

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La delusione è sempre proporzionale alle aspettative. Se hai un’aspettativa alta, il mancato raggiungimento di un obiettivo ti provocherà una grande delusione. Se invece hai un’aspettativa bassa, potresti non conoscere la delusione o, persino, arrivare ad essere soddisfatto di ciò che arriva.
Vale nella vita e vale, soprattutto, nel calcio. Per i tifosi del Milan le ultime ore non sembrano le migliori dal punto di vista delle notizie, assediati come sono dalle news di mercato sugli allenatori possibili, potenziali, futuribili.
Di certo c’è che Rino Gattuso, al termine di questa travagliata stagione, prenderà armi e bagagli ed andrà via da Milanello. Non è dato sapere ancora, ad oggi, chi sarà il suo sostituto ed è, anzi, molto probabile, che non venga fuori nessun nome ufficiale prima della fine di maggio.
La squadra rossonera infatti è ancora in piena corsa per raggiungere il piazzamento Champions League tramite il quarto posto in campionato. La meta dista soltanto tre punti e l’avversario principale rimane la sorprendente Atalanta di Gianpiero Gasperini.
Fino a quando la matematica non sancirà la mancata qualificazione alla massima competizione europea, difficilmente Gazidis e Leonardo annunceranno il nuovo allenatore del club rossonero nella prossima stagione sportiva. Non sarebbe una mossa saggia.
Tuttavia, nell’attesa, i milanisti vengono bersagliati da nomi e notizie. Il problema fondamentale è rappresentato dal fatto che, di giorno in giorno, il livello dei nomi inizia a scendere in maniera alquanto vertiginosa.
Si era partiti col nome di Pochettino, tecnico del Tottenham, che veniva rilanciato da più parti. Nelle ultime settimane poi il nome di Antonio Conte era stato tirato in ballo vista anche la sua presenza al Comunale di Torino in occasione della partita del Milan una settimana e mezzo fa.
Da questi nomi però si è iniziato a scendere verso il basso. Prima il bravo Gasperini (preparato ma sempre protagonista in piazze minori sinora), poi il sempre buono per tutte le stagioni Giampaolo, adesso persino l’ex allenatore della Roma Eusebio Di Francesco.
Insomma di giorno in giorno lo stillicidio dei nomi prosegue con un’unica inesorabile certezza: il livello si abbassa sempre di più. Pur rispettando tutte le professionalità citate, è ovvio ed evidente che l’arrivo di un Conte segnerebbe l’inizio di un certo progetto mentre l’arrivo di un Di Francesco segnerebbe l’inizio di un progetto meno ambizioso.


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I tifosi non sono compartimenti stagni rispetto al mondo Milan; vivono l’ambiente e capiscono da soli che certi nomi possono essere indicativi. E così dopo aver fatto la bocca buona su certi nomi, adesso si sentono lievemente spaesati dinanzi alle ultime indiscrezioni.
Vero che parliamo pur sempre di indiscrezioni giornalistiche che andrebbero poi dimostrate e provate ma, negli anni, abbiamo imparato a capire che quando tuona spesso prima o poi piove. E l’ultimo tuono chiamato Di Francesco, sta facendo un po’ troppo rumore.
Che succede quindi? Probabilmente, il livello degli allenatori scenda perché la mannaia dell’UEFA pende sul Milan nonostante il fondo Elliott. La dirigenza rossonera non può garantire a nessuno grandi investimenti senza cessioni remunerative e questo allontana i potenziali big della panchina.
Per quanto Gattuso sia inesperto e possa aver commesso degli errori infatti, quest’organico non può essere competitivo in questa Serie A e, senza i dovuti e doverosi correttivi, difficilmente il Milan potrà ambire alle prime posizioni della classifica. Questo i grandi allenatori lo sanno ed è il motivo per cui, ad ora, sono freddi verso un possibile approdo dalle parti di Milanello.

Capitan Uncino

 


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