Crederci fino alla fine è un obbligo! Non dobbiamo guardare cosa fanno gli altri ma giocarcela sempre

10/05/2019

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Tre giornate alla fine, 270 minuti più recupero, purtroppo adesso non dipende solo da noi. Dissipato il vantaggio sulle concorrenti, rischiamo ancora per un altro anno di non qualificarci alla prossima Champions.
Rimpianti ce ne sono per l’andamento delle ultime giornate, evidentemente si è sopravvalutata una rosa ben pagata ma poco redditizia sul campo.
L’allenatore sul più bello si è inceppato, anche per lui l’impresa era troppo ardua.
Ma crederci fino alla fine è un obbligo, un dovere per chi indossa la nostra maglia. Cominciamo a fare il nostro nelle prossime gare da qui alla fine, e poi tireremo le somme.
Le semifinali di Champions non hanno solo regalato emozioni uniche, ma anche insegnato che non è mai finita fino al triplice fischio finale.
Siamo incerottati, squalificati, notevolmente stanchi, forse più di testa che di gambe, ma non possiamo mollare proprio ora. Le ultime prestazione non fanno presagire nulla di buono, ma non si sa mai cosa ti prospetta il destino.
Sabato sera andiamo in un ambiente sempre molto caldo per noi, la Viola proverà di tutto per farci lo sgambetto, e poi c’è quella faccia sempre sorridente di Montella. Noi ci giochiamo tutto, forse di più.
Nel frattempo, impazza il mercato, soprattutto il toto allenatori. Conte il più ambito, i piani B, i piani C. Il management rossonero non parla, ma i media si divertono a metter zizzania.
Giustamente la concentrazione dev’essere unicamente sul campo, troppo importanti gli introiti della coppa dalle grandi orecchie.
Il Milan programma, il Milan si muove, ma non ha bisogno di pubblicità. Il clamore lo lasciamo agli altri, è finito il tempo dei teatrini, gli americani preferiscono i fatti, soprattutto quando di mezzo ci sono i soldi.
Alibi ce ne sono, stiamo ancora pagando gli ultimi anni di immobilità, e li stiamo pagando caramente. Ci si prova ad emergere ma non sarà semplice, la Uefa cercherà di tapparci le ali, le prime che Leonardo deve aggiungere a questa squadra monocorde.
Sperare che la gobba ci dia una mano fermando l’Atalanta, dev’essere l’ultimo dei nostri problemi, perché sabato dovremmo essere noi a far la differenza in quel di Firenze.
Rimpianti ne abbiamo già tanti, ed i tifosi non meritano altri dispiaceri, anche lunedì 50mila a San Siro per soffrire con quell’Uomo in panchina che farà di tutto portarci lì, pur con tutti i suoi difetti è lì che vuole lasciare il Milan.
Vediamo se domani sera in campo, ci sarà lo spirito dell’ultimo Abate, Borini, Jose Mauri o l’inutilità dei soliti noti. L’abito non fa il monaco, il Milan non è per tutti!
FVCR

YouRedBlack



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