Non è finita finché non è finita! I giocatori devono uscire dal tunnel dell’apatia e ritrovare motivazioni

03/05/2019

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Non sapremmo come, magari scegliendo tra bastone e carota, ma se c’è una cosa che fa rimessa nella testa dei giocatori è che fino a che esiste una possibilità di arrivare al quarto posto, devono almeno provarci. Con le unghie e con i denti.
Anche a costo di comportarsi come una squadra che lotta per la salvezza: tutti che remano dalla stessa parte.
E’ la motivazione che fa la differenza. La voglia, la fame, la grinta per portare a casa i 3 punti a qualsiasi costo.
Certo, non è quello che abbiamo visto in campo nelle ultime partite. Ci deprimiamo alla prima difficoltà, entriamo in campo senza la giusta concentrazione e al primo errore individuale interi reperti vanno in bambola.
Ripetiamo, non abbiamo la sfera di cristallo o un mago del counseling a disposizione, ma ci sarà pur un modo per scuotere dal letargo i giocatori!
Non si può certo dire che i tifosi non facciano la loro parte, accorrendo in massa allo stadio e incitando a gran voce la squadra.
Ma è dentro i giocatori che qualcosa deve sbloccarsi. Anche a costo di usare metodi non convenzionali.
Non allarmatevi, niente pene corporali, anche a qualche tifoso sarebbero gradite! Andava fatto prima, ma pensavamo di più ad un motivatore, un team builder che affianchi Rino, come si usa nelle aziende. I dipendenti devono guadagnarsi posto e stipendio.


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E come un’azienda vera deve comportarsi la società, facendo sentire la sua voce e la sua presenza. Anche fornendo soluzioni.
Forse ha ragione chi dice che Gattuso si è sempre assunto anche colpe che spesso non aveva, finendo così per fornire alibi ai giocatori.
Ora questi alibi sono finiti, così come una buona dose della credibilità dell’allenatore, gettata alle ortiche dopo l’uscita poco intelligente in conferenza stampa prima della Sampdoria.
Pero... non è lui che va in campo, non è lui che sbaglia i passaggi e nemmeno le diagonali difensive. Men che meno è lui che non tira mai in porta o tocca la palla 10 volte prima di passarla. E non è certamente lui che si distrae. E il più delle volte ciò che fanno i giocatori non è quello che si aspetta Gattuso.
Ora i giocatori devono dimostrare di essere da Milan: sbattendosi. E la società deve far capire che la lavagna con Buoni e Cattivi è già pronta.
Ci mettessero un po’ più di orgoglio e concentrazione. Se pensano di valere qualcosa come uomini, prima che come giocatori.

FVCR

 


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