Noi ripartiamo dagli occhi di Patrick! Game over? Si è persa la voglia di lottare…

03/05/2019

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“Se va come penso io contro il Milan, lunedì siamo già salvi". Tempo fa queste dichiarazioni ci avrebbero fatto ridere, oggi invece ci danno la sensazione della pochezza che siamo diventati.
Per chi non lo sapesse, quelle parole sono state proferite dal simpatico Sinisa.
Ci piacerebbe che questi slogan da bullo vengano stampati e incollati sui muri di Milanello. Chissà che qualcuno abbia un ultimo sussulto di orgoglio, perché ormai non abbiamo molte speranze su un cambio di rotta in queste ultime quattro giornate.
Il tifoso ormai ha scelto il suo capro espiatorio, ma le colpe siamo convinti vadano sempre suddivise quando si parla di annate nefaste. Gattuso non può essere l’unico meccanismo dell’ingranaggio difettoso.
Rino si è caricato di troppe responsabilità, e avendo poca esperienza ad un certo punto ha perso la bussola, portando confusione nella testa dei giocatori. Perse le certezze, il Milan è naufragato nell’ultimo mese non riuscendo più ad alzarsi.
Tutto nasce però da quest’estate quando la società non ha voluto cambiare guida tecnica dopo aver provato ad ingaggiare altri allenatori, dando subito un segnale di scollamento tra il calabro e la dirigenza. Gattuso è sempre stato in bilico, ma è pur sempre riuscito a tenere un discreto andamento fino a quando è sbottato.
Il derby ha giocato un brutto scherzo, ha voluto cambiare impostazione tattica sicuro di poter dominare l’avversario e lanciarsi in classifica. Ha seguito troppo le voci che volevano un Milan più offensivo, e così l’esperienza di Spalletti ha avuto la meglio.
Da lì il Milan non ha più reagito, vada per la rosa giovane, ma questo non dev’essere un alibi per nessuno. La dirigenza ha fatto quadrato ed è sempre presente sul campo di allenamento.
Leonardo, Maldini, Gazidis parlano spesso con la squadra, ma evidentemente il messaggio non arriva alla rosa, visto l’ultimo cinema accaduto a Milanello.
Notizia dell’altro giorno è il ritiro punitivo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra essere il ritardo di Bakayoko, non unico di diversi segnali negativi dati dai giocatori negli ultimi allenamenti.
Ecco, fa ribrezzo vedere gente che guadagna cifre iperboliche non avere quella ferocia nel centrare l’obiettivo. Siamo a tre punti dal quarto posto, e mancano quattro giornate alla fine del campionato, il calcio insegna che tutto può succedere fino al novantesimo.
Il segnale che invece arriva dalla compagine capitanata da Romagnoli, è che ormai non ci credono i principali protagonisti, evidentemente non gli interessa disputare la prossima Champions.
E se neanche Gattuso è riuscito a far capire a queste capre cosa voglia dire indossare la maglia del Milan, allora non siamo alla frutta, ma direttamente all’ammazzacaffè.
Fortuna vuole che esistono ancora ragazzi come Cutrone, che non sarà CR7 con piedi, ma trasuda rossonero. Perché non dimenticheremo mai i suoi occhi durante l’intervista a fine gare domenica scorsa.
Tra l’altro vorremmo capire il perchè non abbia parlato il capitano o altri giocatori più rappresentativi, che hanno preferito nascondersi dopo l’ennesima prova scadente e mandare un ragazzo allo sbaraglio.
Lunedì lo stadio sarà comunque pieno, anche se la squadra non lo merita, ormai solo i tifosi ci credono. Noi ripartiamo dagli occhi di Patrick, perché ci rappresentano ormai da troppo tempo!

FCVR

YoureRedBlack


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