Sampdoria-Milan: presentazione della partita In campionato abbiamo vinto per 3-2 a San Siro in rimonta

11/01/2019

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Abbiamo appena smontato l’albero dopo la Befana, in trepidante attesa (si fa per dire) della finale della Supercoppa Italiana contro la Juventus, che in realtà ci eravamo dimenticati della partita di Coppa Italia.
Si va a Marassi contro la Sampdoria.
Prima di analizzare la partita, qualche statistica non fa mai male.
Milan e Sampdoria si sono incontrate in Coppa Italia per 12 volte, con un bilancio di 8 vittorie per il Milan, che ha comunque portato a casa le ultime sei.
Se le squadre si incontrano agli ottavi di finale, i rossoneri sono sempre passati tranne che nel 1962 (però si giocava a Genova e perdemmo 1-0).
E poi l’ultimo dato, quello che statisticamente fa più paura: La Gazza fa notare che considerando tutte le competizioni il Milan è rimasto imbattuto in 11 delle ultime 13 sfide contro la Sampdoria, otto successi e tre pareggi per i rossoneri.
Detto questo, passiamo al campo.
Gattuso potrebbe affidarsi a un certo grado di turnover, lasciando almeno in panchina qualche titolare.
Dovremmo quindi vedere in campo dall’inizio quasi sicuramente una difesa con Conti, Musacchio, Zapata e probabilmente sciagura Laxalt.
Dubitiamo fortemente nell’esordio di Paquetà, appena sbarcato alla Malpensa da un altro pianeta e senza alcuna conoscenza dei compagni.
Le certezze sono sicuramente Bakayoko e Kessie a centrocampo, magari schierati con Calabria, Reina in porta, Suso e Higuain davanti.
Per Calhanoglu potrebbe forse essere una delle ultime partite in maglia rossonera, visto che pare esser destinato a tornare in Germania in questa sessione di calciomercato.
Cutrone e Castillejo dovrebbero partire dalla panchina, dove farebbero compagnia a Bertolacci, Donnarumma, Mauri, Abate e Romagnoli.
Sicuramente Suso in campo metterà (speriamo) la rabbia del non poter giocare a Jeddah contro la Juventus in finale di Supercoppa Italiana.
La Sampdoria di Gianpaolo giocherà col solito 4-3-1-2, in attesa di far debuttare il neo-arrivato Gabbiadini.
E’ una formazione ostica (ha battuto 3-0 il Napoli) che sviluppa un buon calcio e gode appieno della seconda (o terza) giovinezza di Quagliarella. L’allenatore è di quelli svegli, capaci di impostare la partita sul ritmo ma anche di cambiare schema più volte durante la gara.
In campionato la gara si è giocata a San Siro ed è stata vinta dal Milan per 3-2 dopo un buon inizio, una discesa all’inferno e una risalita in paradiso da infarto (Cutrone, Saponara, Quagliarella, Higuain e Suso, i marcatori nell’ordine). Era il 28 ottobre.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti sul Naviglio e sotto la Lanterna, ma il Milan non ha affatto risolto i suoi problemi.



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