Ibra si, Ibra no. Il dilemma che non esiste Contrario al ritorno dello svedese solo chi è in malafede o non tifa Milan

23/11/2018

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Curioso come un giocatore di 38 anni divida le opinioni sul suo potenziale arrivo a Milanello.
C’è chi proclamatosi vedova imperitura a tradito da Galliani, non aspetta altro da anni e lo vede come la panacea di tutti i mali della squadra di Gattuso.
E c’è chi, pur con diversi distinguo, esprime contrarietà.
E questo è il lato curioso.
Nessuno conosce al momento la sentenza del tribunale UEFA di Nyon – prevista per dicembre – ma è più che ovvio il fatto che una qualche penalizzazione in termini economici e/o di mercato ci sarà comminata.
Tradotto in soldoni, una multa e vincoli di mercato, quantomeno per la sessione invernale.
Non può esser applicata a movimenti già formalizzati, come Paquestà, ma avrà effetto su ciò che andremo a fare.
E qui viene il bello.
Proveniente dalla MLS il cartellino di Ibrahimovic è a costo ZERO. Quello che entrerà a bilancio, ma in un’altra voce, sarà solo il suo stipendio. Su movimenti come questo, la UEFA non può proprio metterci il becco. Potrebbe tutt’al più limitarne l’utilizzo al solo campionato. Ce ne faremo una ragione.
Però sono curiose le tesi di un giornalista espertone e di una gloriosa bandiera che confonde il libero pensiero col pensiero libero, ovvero la facoltà di opinione con la possibilità di sparare idiozie.
Partiano dal primo. L’arrivo di Ibra fa fuggire Higuain: se raggiungiamo la CL merito dello svedese, cui verrebbe rinnovato il contratto) e se non la raggiungiamo, colpa della società che non ha rispettato le promesse. Tesi azzardata e un filino barcollante nella logica. Il Milan ha solo 2 attaccanti e aggiungerne un terzo che per di più ha negli assist uno dei suoi punti di forza, non può esser giudicato come sbagliato. Peraltro parliamo di quel tizio che fece andare Nocerino in doppia cifra. Gli anni passano, ma la classe resta. Higuain che rifiuta Ibra che gli darebbe una grossa mano a raggiungere i risultati, è una bella forzatura.
Passiamo all’altro fenomeno, Costacurta. L’arrivo di Ibra “limiterebbe alcuni giocatori che sono lì per crescere. Personalmente direi di no al suo ritorno. Però è chiaro che se tornasse l'Ibra di qualche anno non aiuterebbe solo il Milan, ma anche tutto il calcio italiano". Lui non lo vorrebbe a prescindere. Perché limita la crescita di qualcuno (uno solo: Cutrone) o perché con lui la squadra diventerebbe più competitiva di come è ora? E se poi invece aiutasse proprio Cutrone nella crescita, visto che Patrick è ancora un ragazzo?
Certo, l’etica del lavoro dello svedese è leggendaria, così come la forza del suo carattere. Forse, quello che più spaventa gli opinionisti è che – al di là degli infortuni – torni ad aleggiare sopra Milanello lo spirito del vero Milan.



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