Emergenza centrocampo Gli infortuni impongono un cambio di sistema di gioco e innesti al mercato di gennaio

23/11/2018

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Senza Lucas Biglia e senza Jack Bonaventura cambia completamente l’impostazione del centrocampo rossonero che, nel giro di poche settimane, vede venir via due elementi chiave per il tipo di gioco gradito a Rino Gattuso.
L’allenatore rossonero infatti, sin dalla scorsa stagione, aveva impostato un Milan abile nella fase di palleggio, bravo a fraseggiare sin dal basso e a trovare l’imbucata centrale dopo una ragnatela di passaggi, mai finalizzati al mero possesso, bensì sempre con l’idea verticale come prima opzione.
Durante l’estate 2018, Gattuso ha potuto lavorare ancora meglio su questi principi di gioco e i risultati, in termini strettamente pratici, si sono potuti subito notare in maniera molto vistosa a partire dalle primissime giornate.
Contro il Napoli, nella sfortunata gara del San Paolo in cui il Milan era andato in vantaggio per 2-0 e si era poi fatto rimontare dai partenopei nella mezz’ora finale, la squadra di Gattuso è stata capace di produrre due azioni offensive figlie del fraseggio da dietro contro una delle migliori squadre del campionato.
Facendo partire l’azione dai difensori centrali, il Milan è riuscito a muovere il pallone così bene (con tempi di gioco eccellenti) da andare in gol per ben due volte su azione corale, coinvolgendo tutta la squadra nella costruzione del gioco e nei movimenti senza palla.
Ciò si è notato anche nelle partite successive, in cui il Milan ha evidenziato una notevole capacità di produrre azioni da gol e, conseguentemente, di segnare con buona regolarità grazie anche alle sue bocche da fuoco davanti.
La fluidità delle azioni offensive tuttavia, al di là dei meriti doverosamente da riconoscere al lavoro di Rino Gattuso, dipendeva moltissimo dalle qualità dei centrocampisti centrali; in particolare dai piedi sapienti in regia di Biglia e dall’intelligenza del giocatore barometro del Milan, ossia Bonaventura.


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Venuti meno questi due giocatori (Jack ha praticamente finito la stagione, mentre Biglia, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe tornare disponibile ad aprile), il Milan ha la necessità di ripensarsi sul piano tecnico e dell’identità di campo.
Non è possibile riprodurre lo stesso filone offensivo fatto di possesso dal basso e azioni manovrate senza il regista titolare e la mezzala tecnica di riferimento; diventa pertanto necessario iniziare a pensare ad un Milan con una nuova veste tattica.
L’allenatore rossonero è già giunto a questo tipo di conclusioni, alternando due sistemi di gioco (il 442 come prevalente ed il 3-4-3 come residuale) in cui le mezzali non sono più previsti ed i titolari in mediana sono Kessiè e Bakayoko, in una versione del Milan meno offensiva ma più solida, compatta e fisicamente impostata.
Adesso tocca alla società dare una grossa mano al tecnico ed alla squadra, fornendo almeno un’alternativa credibile ai due mediani titolari e provando nel mercato di gennaio a disegnare un Milan coerentemente adagiato su un sistema di gioco più classico.

Capitan Uncino



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