Una rosa senza petali Come era preventivabile, ai primi infortuni non abbiamo cambi

02/11/2018

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E adesso chi schieriamo in una delle fasi più “calde” della stagione? Un momento che vede in sequenza Udinese-Betis Siviglia-Juventus?
Fuori Biglia, out Caldara, Calhanoglu che risente di un pestone nel derby, Calabria acciaccato alla solita caviglia, come Kessie e Bonaventura risentono di malanni vari. In pratica metà della prima squadra è out e il resto avrebbe bisogno di riposo.
Se la rosa era “corta” anche prima, adesso si nota ancora di più. Se già ci si lamentava dei cambi non all’altezza per poterli inserire a partita in corso, adesso il problema è chi schierare dal primo minuto.
A questo punto non è più questione di qualità o di scelte tecnico-tattiche, ma di aver pochissimi margini di scelta.
A pochi giorni dalla trasferta di Siviglia e con la Juventus in prospettiva, avendo già giocato ogni tre giorni dopo la sosta delle nazionali (Inter, Betis, Sampdoria e Genoa), la stanchezza è evidente sui volti e nelle gambe di molti giocatori, che chiederebbero volentieri un po’ di turnover se questo fosse possibile.
Ma Biglia starà fuori a lungo (vederlo a San Siro in stampelle ha dati i brividi), così come Caldara.
Molti giocheranno sul dolore, ma con una resa molto inferiore ai loro standard.
A centrocampo, stante l’assenza per motivi ignoti (ma devono esser gravi) di Montolivo, per subentrare agli indisponibili ci sono solo Bakayoko, Bertolacci e Mauri, oltre al jolly biondoplatinato Borini. Halilovic non è dato sapere in quale parte di Milanello sia sparito, ma di sicuro nessuno si ricorda che faccia abbia o in che ruolo giochi. Di sicuro a Udine e Siviglia si porteranno dietro dei primavera.
Gattuso avrà tante colpe – ma in un campionato scarso come questo abbiamo raggiunto il quarto posto – ma non certo quella di aver costruito la squadra.
Non va dimenticato che per il periodo del calciomercato si parlava di un suo esonero almeno un paio di volte al giorno. Almeno adesso siamo arrivati ad una. Detto questo, non può certo esser stato lui a costruire questa squadra, con soli due attaccanti di ruolo e senza ricambi di peso a centrocampo. Oltre che ad un sostituto di Biglia.
Forse sarebbe bello sapere il parere in merito a che cosa avessero in mente due che a calcio hanno giocato (parecchio e con ottimi risultati) come Maldini e Leonardo. Adesso che sono i dirigenti, ma che squadra avete costruito? Con che criteri? Se adesso siamo quarti di chi è il merito? Tanto per chiarire.



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