Pazza idea: a volte ritornano… Se Ibra pensa di poter ancora primeggiare, allora ci sarà da divertirsi

05/10/2018

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Era il 2012, l’estate in cui il Milan abdicò al trono di grande.
La Juve ci aveva appena sottratto lo scudetto, vogliamo esser carini, e Fininvest chiudeva i rubinetti visti i conti allarmanti della società rossonera. Si concluse il ciclo dei meravigliosi, ma molti pensavano di aggrapparsi a quel gigante svedese dalle spalle larghe.
Tutti sognavano ai tempi la numero dieci sulle sue spalle e la fascia di capitano al braccio. Poi sappiamo come finì purtroppo, il Milan doveva mettere a posto il bilancio e Galliani chiese aiuto all’amico Leonardo, il pacchetto Ibra-Silva in direzione Parigi e boccata d’ossigeno per le casse societarie.
Il Diavolo e i suoi tifosi rimasero orfani di campioni e incominciavano il cammino verso un declino che ci ha portato ai giorni d’oggi, quando in una fase di rifondazione completa, si torna ad accostare il nome di Odino ai nostri colori.
Pazza idea lanciata dai media o qualcosa bolle in pentola?
I rapporti con Raiola, grazie al genio calabrese, erano ormai inesistenti, e senza prostrarsi al procuratore, sarebbe cosa buona e giusta iniziare nuovamente a parlarci visto che abbiamo in rosa qualche suo assistito. Raiola è importante per acquistare, ma altrettanto per vendere, uno su tutti, il nostro portierino.
Zlatan è nato per primeggiare e negli USA sa anche lui che è fin troppo facile, e perché allora non tornare in quella squadra che lo ha amato come se fosse una bandiera con 500 presenze? L’idea c’è, bisogna trovare l’incastro giusto, tra cartellino, ingaggio e durata del contratto.
Trentasette le candeline appena spente dallo svedese, per questo un contratto di sei mesi più opzione per quello successivo si potrebbe anche fare, sempre che il bomber non chieda la luna e si liberi a zero dagli americani. Potrebbe essere determinante in alcune gare, mentalità e fisico sono ancora al top, senza dimenticare un’intelligenza calcistica accresciuta con l’andar degli anni.
E’ chiaro che il Milan non potrà sviluppare un’idea di progetto improntata sullo svedese, ma il suo arrivo potrebbe essere un valore aggiunto in questa fase di transazione in cui non siamo ancora al livello delle prime delle classe. Il Milan ha un buon gioco, ma il limite oggi è solcato dagli interpreti. Senza dimenticare che i grandi giocatori ne attirano altri ed alzano il rendimento di quelli che gli stanno accanto. Il ricordo delle gesta passate, non lasciano dubbi, Zlatan a vita!
Ci sono anche delle perplessità, e sono inevitabili quando si parla di un giocatore che ha fatto del suo ego, la sua forza. In questo periodo storico abbiamo uno spogliatoio di ragazzini e qualche adulto, bisogna vedere come reagirà al tornado Ibra. Asticella sempre alzata, massimo impegno sempre e comunque, e se c’è da richiamare severamente il compagno non ci pensa due minuti. Anche tatticamente con Ibra in campo, si dovrebbe cambiare lo schieramento, magari snaturando alcuni elementi oggi fondamentali per Gattuso. Lo svedese è sempre stato fonte centrale di gioco, adesso al Milan c’è uno spartito, anche abbastanza piacevole per palleggio.
Alcuni tifosi sono contrari al suo ritorno, altri sono pronti ad accoglierlo alla Malpensa come in quel caldo agosto di qualche anno fa.
Per ora sono solo voci, gli argomenti ci sarebbero pure, e Leonardo, Maldini e Gattuso sanno quali tasti toccare.
La cosa più importante rimane cosa sente lo svedese, se pensa di poter ancora primeggiare, allora ci sarà da divertirsi.
FVCR

YouRedBlack



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