Milan-Olympiakos: all’inferno e ritorno Partita ribaltata con i cambi Cutrone e Chalanoglu

05/10/2018

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Il debutto a San Siro in Europa League sembrava stregato, ma abbiamo fatto un esorcismo.
Gattuso aveva fatto un certo turnover rispetto a Reggio Emilia. Dentro Bakayoko, conferma di Castillejo, Reina tra i pali, Zapata al posto di Musacchio e ritorno del Pipita.
I greci non sembravano una squadra insuperabile, anzi. Erano riuscito con un pizzico di fortuna a pareggiare in casa con il Betis di Siviglia, ma non avevano lasciato una grande impressione.
Sembrava tutto preparato per una partita persino più “normale” di quella contro il Dudelange, dove i troppi cambi avevano snaturato la squadra.
I rossoneri si sono invece complicati la vita da soli.
Prima un tiro di Bonaventura che sarebbe entrato in rete, ma la deviazione (inutile) in fuorigioco di Castillejo, ha fatto annullare.
Poi, al 14°, un cross dalla trequarti e Guerrero, lasciato incredibilmente solo da Zapata, incorna di testa indovinando una traiettoria su cui Reina non può far nulla. Roba da chiodi, direbbe mio nonno.
I greci, guidati da Yaya Tourè, sembravano tutto ciò che non erano: bravi nel pressing, imbattibili sulle palle aeree e con giocatori come Cissè che sembravano piovre, prendendo e ribattendo tutto ciò che si avvicinava all’area.
La fine del primo tempo ha lasciato perplessi i tifosi: il peggior Milan della stagione.
Le occasioni ci sarebbero anche state, ma la superficialità, e una certa dose di sfortuna nei rimpalli, fanno terminare in svantaggio il primo tempo.
Higuain si è sbattuto, ma anche ben servito, ma si intestardiva in giocate solitarie e velleitarie, e ha tirato sul portiere la miglior occasione capitata. Bakayoko, con il cambio di modulo di Gattuso (4-4-2) trovava una posizione e faceva il suo, ma la sterilità dei rossoneri era evidente. Bonaventura e Castillejo fumosi e inutili (se non dannosi), Biglia perennemente raddoppiato. Bonaventura supponente e in giornata no.
O si combinava qualcosa sulle ali o non c’era modo di entrare nel fortino greco. Anzi, in qualche occasione si sono dimostrati pure bravi in contropiede con un frizzante Fetfatzidis, che pareva una copia di Suso.
La ripresa è iniziata sulla falsariga del primo tempo, ma al 55° c’è la svolta della partita. Doppio cambio per il Milan: fuori Castillejo e Bonaventura, dentro Cutrone e Calhanoglu.
Pochi minuti di rodaggio e la musica cambia.
Al 70° cross dalla sinistra di Rodriguez e Cutrone incorna di testa.
Una liberazione. E mancano oltre 20 minuti.
Al 76° Calhanoglu sulla destra serve Higuain al centro. Dribbling di classe e gol.
Passano tre minuti e Chalanoglu sempre da destra crossa sul secondo palo dove Cutrone tutto solo la insacca.
Fine di un incubo.
Entra Borini per uno stanco Suso, da tenere il più possibile sano per la partita contro il Chievo.
Ci sarebbe la possibilità di un quarto gol nei tempi di recupero, ma il tiro di Calhanoglu, su tacco di Cutrone, si stampa sul palo.
Per tirare le conclusioni: con le due punte il Milan si è dimostrato decisamente più pericoloso.
Con il centrocampo a due contro uno a tre facciamo troppa fatica.
Le seconde linee vanno ancora fatte inserire nel gioco.
Gattuso ha, per fortuna, azzeccato i cambi.
Abbiamo preso il solito gol per un errore individuale.
Bonaventura se responsabilizzato non sempre risponde presente.
Unica nota veramente positiva: abbiamo sei punti nel girone e siamo in testa.




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