Ibra al Milan? Assolutamente si! Ad un giocatore di questo livello, a condizioni del genere, quasi nessuno può di no

05/10/2018

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Ma come si può dire di no ad Ibrahimovic per una mera questione di principio?
Sembrerebbe qualcosa di singolare, eppure quando nella giornata di mercoledì si è diffusa la notizia lanciata dal Corriere della Sera, ossia di un possibile approdo dello svedese a Milano durante il mercato di gennaio, in troppi hanno storto il naso dinanzi alla carta d’identità del giocatore.
Ora, certamente è giusto considerare aspetti del genere nelle valutazioni globali che vengono svolte sui possibili acquisti del Milan. Nessuno credo ambisca a far divenire Milanello come un prossimo cimitero di elefanti. La questione però va affrontata sui dati reali e non sulle fantasie. In base alla ricostruzione del Corsera,
Ibra potrebbe arrivare al Milan a gennaio in prestito per 6 mesi fino a giugno. Non ci sarebbe alcun indennizzo da versare alla sua attuale squadra americana e l’attuale ingaggio del giocatore (3 milioni di euro netti a stagione) è perfettamente compatibile con il monte salari rossonero. Il valore del giocatore non è, chiaramente, lo stesso del 2010 quando il suo arrivo al Milan fu un vero e proprio capolavoro.


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L’andare degli anni e l’infortunio grave al legamento crociato anteriore del ginocchio hanno lasciato il segno.
Tuttavia, Ibra rimane un giocatore capace di spostare e di determinare nell’attuale Serie A, soprattutto in quelle partite con le piccole nelle quali a volte, storicamente, il Milan fa fatica. Inserire la forza d’urto dello svedese in avanti potrebbe essere un grande vantaggio nonché una scelta illuminata.
In ragione di ciò pertanto, ribalterei la questione posta: può il Milan permettersi di dire no ad Ibra a queste condizioni in un anno in cui è fondamentale qualsiasi contributo alla corsa Champions League? La risposta implicita a tale domanda non può che essere negativa.
Forse, in Serie A, solo la Juventus ha un organico tale da potersi permettere di snobbare un giocatore come Ibra. Pertanto, se si dovessero creare le condizioni, il Milan ha il dovere morale di portarselo a casa. Senza nemmeno pensarci troppo.

Capitan Uncino



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