Rinnovo Biglia: pro e contro Esperienza e qualità vs l’età e gli infortuni

14/09/2018

Sommario di questa settimana

Sfoglia, usa mouse e frecce

Comincia la stagione e per i procuratori inizia il momento di ridiscutere i rinnovi dei contratti. In questi giorni si parla del rinnovo di Biglia, croce e delizia dei tifosi milanisti.
Quando arrivò dalla Lazio era considerato il miglior centrocampista del campionato. Diciamo che lo scorso campionato, complici anche gli infortuni, non ha certo brillato. Non è mai riuscito a ricoprire il ruolo di leader in mezzo al campo, faticando nell’esprimere le proprie doti in impostazione, spesso però giocando in condizioni di forma precarie.
Nelle prime partite (Napoli e Roma) ha invece fatto vedere che il centrocampo attuale del Milan ha una differenza con lui in campo o fuori come tra il giorno e la notte.
Gattuso l’ha dichiarato dopo la partita persa contro il Napoli: “l’argentino è un giocatore imprescindibile per gli equilibri di questo Milan e toglierlo dal campo così presto è stato un errore”.
Contro La Roma poi è stato fra i migliori in campo.
Come andrà il resto del campionato si vedrà, ma finora le redini del gioco le ha in mano lui.
E veniamo al rinnovo del contratto, anche se in realtà si tratterebbe di un allungamento di un anno, visto che è in scadenza nel 2020.
Ci sono sicuramente dei punti a favore del rifirmarlo. Biglia ha visione di gioco, esperienza da vendere, personalità e qualità di giocate. Al momento è l’unico in grado di impostare l’azione dalla difesa, e questo spesso crea problemi. Certo, problema suo ma anche di chi gli sta vicino che non si propone o gli scarica palloni difficilmente giocabili. Il gol preso contro il Napoli nasce proprio da una situazione simile.


Libro per veri tifosi rossoneri

2.99

Detto questo la sua capacità di lettura dell’azione avversaria gli consente di chiudere infinite linee di passaggio. Cose che magari in TV o anche dalle tribune non si vedono facilmente, ma che l’occhio di un allenatore nota. Un filtro importante davanti alla difesa.
Per contro, Lucas è un classe 1986, con un chilometraggio ormai infinito e una condizione fisica soggetta a infortuni e piccoli-grandi acciacchi. Nel 2020 avrebbe già 34 anni.
Però, se nel frattempo la società dovesse acquisire un centrocampista più giovane e più forte, uno come lui in uscita dalla panchina farebbe decisamente comodo. Specialmente se il Milan dovesse giocare stabilmente ad alto livello internazionale.
 


Se ti è piaciuto, condividilo!

Leggi il prossimo articolo
Spuntati?



Vai al Sommario del
Magazine di questa settimana

Leggi e sfoglia la miglior rassegna stampa rossonera: Milan7.it/rs