E se lunedì ci svegliassimo americani? La questione Yonghong Li ad un punto di svolta

06/07/2018

Sommario di questa settimana

Sfoglia, usa mouse e frecce

Chiariamo subito una cosa: i 32 milioni di aumento di capitale sono già nelle casse dell’AC Milan. Ergo, la società sportiva non ha problemi di sorta.
Diversa è la partita che si gioca non sul campo verde ma a livello finanziario per il controllo della società.
Elliott ha anticipato i 32 milioni e adesso Li è di fronte ad un bivio: o li restituisce o viola gli accordi con fondo di Paul Singer.
Se il cinese salda la rata, tutto rimane come adesso.
In caso di mancato pagamento Elliott potrebbe affermare di essere entrato in possesso del pacchetto di maggioranza delle azioni del Milan date in pegno dal cinese a copertura dei prestiti, a causa dell’inadempienza del debitore.
Ciò significherebbe che Elliot avrebbe pagato il Milan meno di 350 milioni e che Yonghong Li avrebbe perso all’incirca 500-600 milioni.
Non è una questione che si risolve un due battute, una mail e un paio di raccomandate. Ci vorrà comunque del tempo.
Ma se Li non trovasse all’istante un socio o un acquirente disposto a rifondere sia Elliott sia almeno una parte di quanto sborsato, la società passerebbe di mano.
E Elliott non ci penserebbe un secondo a far valere i suoi diritti. Giustamente.
Nel giro di pochi giorni (ore?) il Milan saprà quindi se guardare ancora ad est per vedere la proprietà, oppure girarsi verso ovest dove c’è la bandiera a stelle e strisce.
E tenendo conto di quanto (poco) sia costato il Milan nel caso finisse nella cassaforte di Singer, una vendita - con ricca plusvalenza - a 500-600 milioni potrebbe essere imminente.
Casualmente le cifre offerte da Commisso e la famiglia Ricketts.



Libro per veri tifosi rossoneri

2.99


Se ti è piaciuto, condividilo!

Leggi il prossimo articolo
Il mistero Rodriguez



Vai al Sommario del
Magazine di questa settimana

Leggi e sfoglia la miglior rassegna stampa rossonera: Milan7.it/rs