Un mostro chiamato FPF L’idea era quella di ridurre le differenze fra i club; è avvenuto invece il cont

08/06/2018

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La montagna ha partorito il topolino. Se fosse un semplice roditore nulla quaestio.
Tuttavia, il problema vero è che si tratta di un topolino velenoso ed estremamente pericoloso. Questa metafora racchiude una grande verità.
L’Uefa infatti, creando il fair play finanziario, ha messo in luce uno strumento contrario ai principi enunciati in partenza. Il giorno in cui le massime istituzioni di Nyon prenderanno atto di ciò, verrà compiuto un passo importante, probabilmente decisivo, per comprendere ciò che nel calcio europeo non funziona.
Il fair play finanziario è nato con l’idea di ridurre la differenza fra i club; il suo risultato è stato invece contrario all’intento proposto. Ciò è palese ed è sotto gli occhi di tutti.
Negli ultimi 5 anni la Champions League è stata vinta sempre da una squadra spagnola, ben quattro volte dal Real Madrid.
Inoltre, i club più importanti sono riusciti a portare avanti i loro piani industriali arrivando ad avere fatturati straordinari.
Tutto questo è stato possibile però grazie ad investimenti importanti operati precedentemente dalle spagnole, dalle inglesi e dalla Juventus. Fosse stato vigente il fair play finanziario all’epoca, oggi parleremmo di altro.
La domanda che in tanti dovrebbero porsi è una sola, anche se si esplica in un duplice aspetto: ha senso porre limiti alla libertà di mercato?
E, precisamente, ha senso che una istituzione a carattere meramente organizzativo come l’Uefa assuma i panni di un’organizzazione finanziaria, autoproclamandosi tale e stabilendo regole, paletti, lacci e lacciuoli atti a disseminare di insidie la strada di quelle squadre che non sono nell’èlite del calcio e che vorrebbero poter investire per tornare ad esserlo?
Ad avviso di chi scrive, il libero mercato è la conquista più grande che il mondo moderno abbia potuto ottenere. Il mercato non è giusto né equo ma si limita semplicemente a favorire domanda ed offerta.
Non esiste, nel mercato, un prezzo giusto. Esiste il prezzo.
Più viene inasprita la regolamentazione del mercato, più si incorre nel pericolo di favorire i colossi (che hanno la possibilità di eludere le regole) e sfavorire coloro che vogliono crescere per diventare tali.
E’ una legge vecchia come il mondo e che in sede Uefa fingono di disconoscere, pensando di poter essere loro stessi a determinare criteri di giustizia ed equità.
Pretesa tanto folle, quanto irreale.

Capitan Uncino



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