31 punti valgono più di 4 gol di differenza e 200 milioni Senza reazione e senza attributi. La differenza è tutta lì

11/05/2018

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Sparare addosso all'inesperienza di Donnarumma, di Cutrone, di Calabria, di Locatelli o di Gattuso non è un bel modo di interpretare la partita di Roma.
E' emerso il limite di questa squadra, che è strutturale e non episodico: incapace di reagire.
Sono quei sintomi che erano evidenti nella gestione Montella, incapacità di affrontare la partita, regalare i primi tempi, faticare a cambiare ritmo, che nella prima fase della gestione Gattuso erano stati attutiti da una preparazione fisica differente e dal temperamento del mister.
L'incapacità di reazione si è vista a Londra, a San Siro anche contro avversari "leggeri", a Roma, e il pericolo vero è che si possa rivedere anche nelle prossime ultime partite.
Il divario con la Juventus è di 31 punti, per altro potenzialmente superiore al termine della stagione, che si traducono in oltre 10 partite vinte in più di differenza.
Questo è il gap che ci separa dal vertice del campionato, un gap che non è giustificabile se si riguarda l'investimento della scorsa estate.
Le colpe, quindi, sono piuttosto precise e la proprietà e dirigenza, cambiando l'allenatore in corsa, le hanno già in parte ammesse.


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Errori di valutazione significativi e determinanti, perché per fare il salto di qualità è necessario avere giocatori forti, affamati e con gli attributi giusti.
Poi il calcio è fatto di episodi, ma i risultati, per quanto bugiardi, dicono nell'arco di una stagione, la verità.
Il Milan non ha colmato nessun gap, in Europa ci siamo illusi con il primo avversario vero abbiamo perso entrambe le partite, in Italia ci troviamo a combattere per tenere un posto nelle Coppe che contano meno, anche economicamente.
L'Uefa ci infliggerà una sanzione e quindi la società verrà ulteriormente penalizzata.
Questo è il quadro della situazione e non è per niente positivo.
Possiamo sperare che qualche giovane cresca, certo, ma se 200 milioni non sono stati sufficienti per rendere il Milan competitivo nel momento in cui Donnarumma, Locatelli, Calabria e Cutrone sono prodotti del vivaio, Suso, Romagnoli e Bonaventura c'erano già, qualche riflessione più seria in Via Rossi va fatta sul serio.
 


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