A.A.A. Cercasi ricambi per la panchina del Milan Un’intera stagione coi giocatori contati dalla mediana in sù è stato come giocare un terno al lotto

20/04/2018

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Per molti commentatori, in estate, la dirigenza rossonera aveva messo in piedi una squadra assolutamente competitiva per i primi 4 posti del campionato italiano.
Le prime risultanze del campo non avevano però dato un esito positivo, tanto che dopo le prime due vittorie in campionato, il Milan era incappato in due brutte sconfitte contro Lazio e Sampdoria. Ciò aveva portato a mettere in discussione la figura di Montella, ritenuto il principale responsabile del mancato rendimento della squadra.
Montella in realtà aveva la colpa di non aver trovato un modulo adatto alla squadra. Messo da parte il 4-3-3 sulla spinta dell’onda popolare, si era così rifugiato in un 3-4-2-1 non spettacolare, ma equilibrato. Gattuso, subentrato a dicembre, ha da subito optato per un ritorno all’antica formula della scorsa stagione, ossia quella del 4-3-3 con Bonaventura mezzala e Suso ala destra che aveva delle certezze e dei meccanismi consolidati.
I risultati hanno quasi subito dato ragione a Rino, salvo poi una flessione nell’ultimo periodo con 4 punti in 5 partite.
Nei fatti Gattuso ha migliorato la media punti rispetto a Montella (da 1,59 ad 1,73 a partita), ma in ogni caso parliamo di una media comunque inferiore a quella Champions che, ad oggi, veleggia vicino se non sopra i 2 punti a partita.
Il Milan ha grosse carenze offensive, ma ha soprattutto carenze nei cambi.


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Col 4-3-3 non ci sono infatti ricambi sulle mezzali e sugli esterni offensivi, ossia i due ruoli nei quali i giocatori impiegati spendono maggiori energie. Non è un caso che per due mesi la squadra è andata bene. Non appena si è ripresentato il doppio impegno però, sono venuti a galla i limiti di organico.
Kessiè, Bonaventura, Calhanoglu e Suso, ossia i 4 elementi privi di una alternativa in rosa, sono giunti a fine stagione con la spia della riserva accesa.
Si gestiscono, fanno ciò che possono, però il loro livello fisico non è buono. La linea difensiva milanista invece sta reggendo bene perché tutti hanno un loro ricambio e contro il Napoli la coppia Musacchio-Zapata si è molto ben disimpegnata.
C’è insomma un grave limite dell’organico che lo rende inadatto ad una forte competitività in zona CL, unito ad una sterilità offensiva che indica in quello rossonero il decimo attacco del campionato.
Decisamente troppo poco per l’obiettivo che ci si era prefissi ad inizio stagione.

Capitan Uncino



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