Un nome un dstino (senza E) Buffon ha perso l'occasione per ritirarsi con stile

13/04/2018

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Era rigore.
Chi dice il contrario è semplicemente in malafede.
Chi si presenta davanti agli schermi parlando di immondizia, di sensibilità e di valori dopo quanto accaduto ha la stessa credibilità di chi vende costumi da bagno in un giorno di pioggia.
Ci chiediamo, ma davvero, come possa tollerare una federazione commisionata e una Lega in mano, chissà perché (se non per spartirsi i quattrini dei diritti TV) al capo del Comitato Olimpico permettere che un proprio tesserato si permetta di fare una sceneggiata del genere.
Da mercoledì sera qualsiasi ragazzino, mister e dirigente avrà la giustificazione per comportarsi in modo scellerato e irresponsabile di fronte al giovane che arbitra ed è sul campo da solo, a scegliere da solo, a sbagliare da solo, ad affrontare una ventina di scalmanati da solo.
Ma possono la federazione e la Lega tollerare una cosa del genere da chi è, tutt'ora, il capitano della Nazionale Italiana?
Possono la federazione e la Lega prestare il fianco a un comportamento simile, dare man forte e spalleggiarlo con un saluto ufficiale in un'amichevole, per poi accoglierlo a braccia aperte come dirigente?
La battuta sarebbe facile, "scommettiamo che andrà così?", ma non ce la possiamo permettere, come sistema calcio e per rispetto di tanti dirigenti, allenatori, giocatori vecchi e giovani e soprattutto arbitri.
Il calcio italiano va rifondato, ma non possono essere queste le basi.
Facile fare i grandi quando si vince, ma le dichiarazioni di questo giocatore rilasciate nel tempo non lasciano dubbi, basti pensare a quanto dichiarato dopo l'episodio del gol di Muntari ("Non avrei aiutato l'arbitro"), ma bisognerebbe saper perdere e, nello specifico, "to lose", perché è forse dalle sconfitte si impara sempre di più rispetto alle vittorie.


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Comunque, l'epilogo di una carriera gloriosa alla ricerca di una coppa che non è arrivata mai è uno strano scherzo del dstino (senza E): espulso dalla competizione.
Perché dstino (senza E), perché probabilmente è proprio un suo scherzo, che si porta come un fardello sulle spalle e, soprattutto dentro di se.
Non siamo ingenerosi o tifosi, come potrebbe sembrare, ma realisti: negare anni di dichiarazioni in una serata non era facile, ma arrivati in fondo alla carriera, riteneva di potersi probabilmente togliere qualche sassolino nella scarpa. 
Poteva essere una bandiera, ma si è ammainata da sola. Se possiamo capire che si è infranto il sogno dell'obbiettivo che non ha raggiunto, sportivamente è inaccettabile a tutte le latitudini.
Peccato, ma in fondo è una questione di sensibilità.

PS A questo link si vedono le dichiarazioni assolutamente incredibili, perché parlare di "crimine contro l'umanità sportiva" è qualcosa che non si può sentire, che contrasta con le dichiarazioni dopo il gol di Muntari o il mani di De Sciglio all'ultimo secondo di Juve-Milan lo scorso anno.
 


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