Il calcio va sempre oltre il risultato Nelle celebrazioni della Juventus di Allegri, in troppi dimenticano che vincere non è l’unica cosa che conta

09/03/2018

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Non sono mai stato favorevole ai giornalisti che si dichiaravano sportivamente atei, amanti del calcio in generale e semplicemente tifosi della Nazionale. In realtà credo che, salvo rare eccezioni, tutti abbiamo una squadra del cuore che, volenti o nolenti, ha orientato in maniera considerevole la nostra passione per il calcio ed il nostro modo di vivere il calcio.
Chi scrive non nasconde mai di essere cresciuto con il Milan di Arrigo Sacchi sullo sfondo e di aver avuto il Milan di Ancelotti come pietra miliare della propria crescita emozionale. Penso che anche chi dà pareri ed opinioni nell’informazione nostrana dovrebbe dichiarare apertamente la propria fede sportiva. Non ci sarebbe nulla di male.
La premessa era d’obbligo per introdurre un concetto elementare: nel calcio, chi dice che conta solo il risultato, dovrebbe coerentemente non fare analisi sulle partite. Se conta semplicemente il freddo dato statistico, analizzare le prestazioni e le filosofie delle squadre diventa assolutamente inutile. Vale per tanti che esaltano oltremodo la Juventus di Allegri.
Ai tempi del Milan mi permisi di definire l’allenatore livornese un buon allenatore privo della cultura necessaria per allenare il Milan. Sono passati molti anni e non ho assolutamente cambiato opinione perché questo signore continua a proporre un calcio minimalista basato sui singoli in uno sport come il calcio che, invece, è collettivo.
Nella serata di mercoledì la Juventus ha eliminato il Tottenham con due invenzioni dei suoi giocatori di maggior talento. Gioco di squadra limitato alla mera organizzazione tattica, ritmi della partita contenuti, volontà amministrativa prevalente su quella dello sviluppo del gioco. E’ il calcio di Allegri da sempre ed è un calcio assolutamente antitetico alla storia del Milan ed a quello dei club europei che più hanno lasciato un segno nella storia.


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La Juventus rappresenta in modo perfetto il calcio italiano, un calcio dal quale io, cresciuto col Milan di Sacchi ed innamorato del Milan di Ancelotti, mi sono sempre sentito distante e lontano.
E’ un calcio che non produce emozione, in cui la vittoria è l’unico parametro di riferimento e vengono lasciati fuori valore come il merito, la bellezza, la coralità, la qualità. I media che celebrano la Juventus in base al risultato, omettendo di analizzare la prestazione ed il suo eccessivo minimalismo, rendono un cattivo servizio allo sport nella sua visione globale.
Se vincere è l’unica cosa che conta, si finisce per sminuire la bellezza di questo meraviglioso gioco.
Il calcio, per la passione e le emozioni che riesce a generare, merita sempre qualcosa in più che essere ridotto ad un mero risultato.

Capitan Uncino

 


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