La fortuna non è dalla nostra parte Sono giù troppi gli episodi sfavorevoli, a differenza di altre squadre

09/02/2018

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Esistono diverse correnti di pensiero per quanto riguarda l’analisi di questo scorcio di stagione.
Quella “tatticista”, che riporta tutti i problemi del Milan ad una struttura tattica sbagliata. Ipotesi anche sensata, come dimostra il fatto che Gattuso stia pensando ad un modulo a due punte.
Appare, inoltre, abbastanza evidente la mancanza di una mezzala di ruolo che possa effettuare lo stesso lavoro di Kessié, vero e proprio stakanovista dai polmoni infiniti.
Quella “nichilista”, che tende a distruggere tutto ciò che ruota attorno all’ambiente milanista: dall’allenatore, ai giocatori, alla proprietà. Ovviamente, si tratta di un punto di vista abbastanza semplicistico e riduttivo.
Quella “casualista”, legata ad una assenza di fortuna che porta ad una carenza di risultati. Sembra essere la posizione della società milanista stessa. In molte interviste rilasciate, si tende a far passare la squadra rossonera come la classica sfortunata che ottiene meno punti di quanto meriterebbe.
Dall’approdo di Rino la squadra non è stata di certo abbracciata dalla dea bendata, basti pensate al fatto di Benevento (95’ con gol del portiere), ai vari rimpalli incredibilmente a sfavore nelle partite contro la Lazio e per finire la recente partita di Udine (autogol di Donnarumma dopo una deviazione di Bonucci).
Dall’altra sponda di Milano, quelli là, invece, sono circondati da un’aura di fortuna spropositata.
Dovremmo essere più forti anche di questo, sperando che la dea bendata vada da un buon ottico e torni a vederci bene.

Sberlapek



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