Milan: difetti e possibile crescita Problemi strutturali e prospettive future

12/01/2018

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Bisogna intendersi su un concetto. Il Milan non ha preso giocatori scarsi sul mercato. Credo personalmente che contestare il valore del singolo non abbia grande senso. Semmai, quella che può essere contestata è la linea tecnica con cui è stata condotta la campagna acquisti.
Nel Milan di oggi infatti ci sono problemi strutturali che sono permanenti. Possono trovare soluzione nel tempo ma, ad oggi, rappresentano delle criticità.
In primis: se si gioca a 4 in difesa la coppia Bonucci Romagnoli (o Musacchio) è troppo aggredibile su palloni verticali. Parliamo di 3 play.
Un errore simile nella costruzione del reparto difensivo lo commise Moggi nel 2003. Doveva rimpiazzare l'anziano Ferrara e prese Legrottaglie. La coppia formata da lui e Montero fu un disastro perchè erano due liberi. Nessuno dei due marcava o pensava difensivamente e questo rendeva la linea difensiva poco sicura.
L’altro problema grave riguarda la composizione della mediana. C'è un solo incontrista, Montolivo, che non appena i ritmi si alzano mostra subito tutti i suoi limiti dinamici. Non c'è un incursore. Kessiè ha prospettiva e limiti. Oggi i secondi prevalgono sui primi.
Si pensava che il giocatore fosse più pronto per questi livelli. Ad oggi non lo è. Credo sia l'unica mezzala di inserimento delle prime squadre del campionato a non aver segnato su azione. Va educato a portare meno il pallone e ad aggredire di più il secondo palo, soprattutto se in futuro su proseguirà sulla strada del 4-3-3.
Davanti la situazione è complessa. Suso, Kalinic e Bonaventura sono tre giocatori che vogliono la palla sui piedi. Su dieci situazioni, 7-8 volte la vogliono addosso, 2 volte aggrediscono lo spazio. Non è, decisamente, un reparto ben assortito perché mancano gli spunti tecnici dei velocisti.
A ciò va aggiunto che mancano completamente giocatori in grado di creare la superiorità numerica con qualità nel breve (Deulofeu era uno di questi) o di riuscire a dare strappi alla squadra su campo lungo.
Calhanoglu è un trequartista atipico. Grande balistica, non eccezionale nello stretto, carattere nevrile. Rende se gli costruisci la squadra attorno. Secondo me si esalta giocando un calcio di ritmi alti e con due punte davanti o con due esterni capaci di creare gioco in tutte le situazioni.


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Qui nasce il problema: non c'è in organico una seconda punta e per stare a 3 in mezzo mancano gli equilibri perchè sarebbe necessario tenere la linea difensiva alta. Aspetto complicato senza un velocista (l'unico è Zapata ma sono noti i suoi limiti di concentrazione) e senza un centrocampo capace di attaccare la palla alta.
Il Milan di Ancelotti durò coi 3 puri in mezzo quasi 5 anni perchè aveva Pirlo e Seedorf che riuscivano a tenere il pallone a lungo. Ciò mantecava i ritmi di gioco a piacimento della squadra. Quì purtroppo Pirlo e Seedorf non li abbiamo. Nonostante questo, quella squadra fortissima aveva dei momenti in cui andava sotto coi numeri in mezzo e prendeva imbarcate. La Coruna e Instanbul si spiegano così.
Il Milan di oggi deve lavorare su questi difetti. Alcuni sono sanabili nel tempo. Romagnoli ad esempio può diventare un marcatore e Kessiè può maturare fino a diventare una mezzala completa. Le mancanze offensive tuttavia vanno coperte con giocatori con spunto e passo, dato che un attacco di ragionatori rischia di essere troppo prevedibile contro le difese italiane esperte e ben organizzate.

Capitan Uncino



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