Quando perdi, deve bruciare… Sicuramente si vedrà una squadra più elettrica e più vogliosa

01/12/2017

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Sembrano passati anni dall’euforia estiva, ed invece non sono nemmeno state accese le luci di Natale nelle vie dello shopping, che l’areoplanino Montella è stato fatto decollare.
L’ex mister, non ha avuto neanche la possibilità di assaggiare “el Panetun”. Colpe sue, ma non solo.
Il Milan del partenopeo era da gennaio scorso che offriva prestazioni pessime, e sinceramente, sono stati i primi sei mesi di Milan ad avergli allungato la permanenza sulla panchina rossonera.
Senza dimenticare che l’irraggiungibile Conte era il vero obiettivo del duo Fassone-Mirabelli, ma incassato il rifiuto del salentino, non si è voluto cambiare il timoniere.
I due, dopo la campagna acquisti estiva, hanno messo non poca pressione sul mister, e se non si è abituati, finisce come con Vincenzella. Allenatore confuso e non tranquillo, formazioni sempre diverse e molteplici moduli, tutti stati d’animo che poi sono ricaduti sulla rosa.
Il risultato è inevitabilmente quello visto fino alla scorsa domenica: pessimo. Sia per gioco che per risultati.
C’era bisogno di una scossa per una squadra che è piatta, e chi meglio di Gattuso?
Non basterà la sua adrenalina per portarci in Champions, ma sicuramente si vedrà una squadra più elettrica, più vogliosa di conseguire determinati risultati.
Questo Milan ha fatto il callo alla sconfitta, ed invertire la rotta sarà estremamente difficile. Ma ridateci perlomeno lo spirito combattivo che deve sempre contraddistinguere chi che indossa la nostra maglia.
Siamo consapevoli del fatto che nel calcio di alto livello, non basta la grinta per conseguire l’obiettivo massimo, ma l’ultimo Milan, non aveva nulla: lo zero assoluto. Eppure Montella aveva sempre da ridere a fine partita, chissà per quale motivo, forse perché sapeva che era uno dei profili seguiti per allenare il nuovo ciclo della Nazionale.
Così non si poteva andar avanti, e la soluzione più logica, era affidare la squadra ad un uomo Milan, oltretutto già a libro paga.
Tralasciando le solite frasi retoriche, sappiamo benissimo che Rino sarà un allenatore traghettatore. Non per questo non merita rispetto, anzi sarà un’occasione anche per lui, la possibilità di crescere sotto il profilo professionale.
Non capita tutti i giorni di aver la possibilità di guidare il Diavolo. Sarebbe stato deleterio affidarsi ad un allenatore solo perché svincolato, presi in balia della disperazione e con la fretta di trovare un sostituto di Vincenzino.
Nell’attesa che i risultati e le prestazioni migliorino, il management è al lavoro alla ricerca del coach per il prossimo anno, anche se a fari semi-spenti. Chissà se avranno imparato dal cinema mandato in onda nella campagna acquisti estiva.
Ultimi e non per importanza, rimangono i giocatori, che adesso non hanno più l’alibi allenatore per il loro scadente ruolino di marcia.
Insomma, si inizia da zero, ma con uno di famiglia, ancor più di Seedorf, Inzaghi o Brocchi. L’ex 8 è tifosissimo rossonero, e come ha già ribadito, a fine partita se si perde, deve bruciare, altro che ridere…
FVCR

YouRedBlack



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