Lacrime, sudore e sangue Un allenatore dal forte carattere che ha le idee già chiare

01/12/2017

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Non è solo la traduzione del nome del famoso gruppo americano dei Blood Sweat and Tears, mutuato poi da un modo di dire quando si indica un qualcosa di veramente impegnativo.
E’ invece la quintessenza di Gattuso, sia il giocatore, sia l’allenatore.
Il suo percorso professionale indica però non solo un gioco fatto di grinta, ma attenzione, aiuto reciproco e un vero lavoro di squadra espresso da un gruppo coeso.
Non per niente nella sua conferenza stampa di presentazione ci ha tenuto a rimarcare questo aspetto. Ha detto infatti di non identificarlo solo come il “Gattuso giocatore”, ma come il “Gattuso allenatore”, che ha già fatto importanti esperienze all’estero e in Italia, lavorando anche in condizioni non certamente ideali come a Milanello.
“Io a Coverciano ci sono andato. E il patentino non me l’hanno mica regalato”, è la frase chiave. E’ la volontà di ribadire che ha studiato, ha imparato, e il suo passato è solo una parte della sua esperienza e conoscenza.
Quanto tutto ciò si tradurrà in risultati per il Milan è decisamente troppo presto per dirlo.
Sarebbe ingeneroso – e non lo merita – pretendere da lui di essere subito un Conte o un Mourinho. Allenatori che peraltro fanno del forte carattere una delle loro armi migliori.
Una cosa è certa: quando e se le cose non dovessero andar bene, almeno non vedremo in TV un ebete che ci ride sopra, ma un Ringhio che mastica amaro e non vede l’ora di ribaltare la situazione. Magari dopo aver chiarito a modo suo alcune cose con la squadra.



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