Polemiche anti-VAR? Stile Juve, nulla di nuovo Un’altra prova che per i bianconeri la sportività non è un valore

06/10/2017

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Il silenzio degli innocenti si scontra spesso col rumore assordante dei colpevoli. Il calcio italiano, con i suoi usi ed i suoi costumi, non è estraneo a questo enunciato.
E così succede che, fra una giornata di campionato e l'altra, il primo torneo di Serie A giocato con il VAR alimenti polemiche e dubbi solo ed esclusivamente da una parte, ossia quella juventina.
Perchè è vero che il Torino sinora si è sentito danneggiato da un utilizzo improprio della moviola in campo (ed ha ragione), ma il presidente Cairo ha ben chiarito come il VAR non si discuta.
E, ci sia consentito dirlo, Cairo ha perfettamente ragione. Potranno e dovranno essere discusse le modalità di utilizzo della moviola in campo, ma mettere in dubbio il supporto tecnologico a beneficio degli arbitri è una cosa francamente incomprensibile.
Diventa tuttavia più capibile, se le proteste vengono da parte bianconera, da quella stessa squadra da molti accusata di essere favorita in Italia da episodi quasi sempre a favore.
La Juventus così, in poche giornate, ha già ritenuto di dover alzare i toni e di dover mettere in discussione il VAR e la sua utilità.
A pensar male, diceva Andreotti, si commette un peccato, ma spesso ci sia azzecca. E' probabile infatti che dalle parti di Vinovo non fossero abituati a sentirsi fischiare due rigori contro nelle prime due giornate di campionato e a vedersi annullare un gol per una gomitata ad inizio azione.


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Sia il capitano della Juventus Gigi Buffon, sia il suo allenatore Massimiliano Allegri, si sono detti contrati al supporto del VAR per gli arbitri. Motivazione? Rovina il calcio, fa perdere tempo, crea confusione.
Insomma, la vaghezza e la banalità delle argomentazioni alzate come vessillo improvvido di una presunzione sempre più difficile da celare dietro l'insoddisfazione per alcune decisioni a cui, loro malgrado, non erano abituati.
Per la logica della Juventus e per il modo di pensare dei suoi “eroi”, è più sportivo dare un gol irregolare o magari toglierne uno buono, piuttosto che perdere due minuti di tempo al monitor per accertarsi della liceità dell'azione contestata.
Non sorprende, anzi non può sorprendere questa posizione bianconera, perfettamente in linea con la loro storia. D'altronde parliamo di un team che si vanta di una Coppa dei Campioni alzata con i morti in uno stadio e che non prova vergogna per il gol di Muntari del 2012. Anzi ne va fiera. Vincere è l'unica cosa che conta e quindi, per loro, la sportività non può essere un valore. Ineccepibile.

Capitan Uncino


 


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