Non c’è fumo senza arrosto Perché un collaboratore di Forbes scrive un articolo sul debito dei cinesi?

06/10/2017

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Questa volta non sono i soliti media italiani. Quindi nessuna appartenenza di tifo-religiosa-politica. Un collaboratore di Forbes ha scritto sulla versione online della testata un articolo dal titolo esplicativo: “La ricerca di nuovi finanziamenti è improbabile che finisca bene per il gruppo proprietario del Milan”. Più chiaro di così…
McMahon sostiene che Yonghong Li stia trovando difficoltà nel trovare nuovi soci che lo aiutino a ripagare il debito di 320 mln di dollari nei confronti di Elliott Management per il prestito ponte che gli ha consentito di acquisire definitivamente le quote dell’AC Milan da Fininvest. Peraltro ad un tasso di interesse elevato per il mercato occidentale – ma non per quello cinese – attualmente del 10% annuo, visto che è sceso con l’indebolimento del dollaro.
Ora McMahon non cita dati, fonti, dichiarazioni, comunicati o qualsiasi pezza d’appoggio alle sue tesi. Nessun fatto nuovo se non il passare del tempo, con il mese di ottobre 2018 (tra un anno…), che si avvicina e rappresenta la data della restituzione del prestito ponte.
L’unica parte attinente all’attualità è una considerazione che il Milan sia partito male in campionato e che al momento è lontano dal salvagente finanziario rappresentato dalla qualificazione in Champions League. Un po’ pochino.
L’articolo si conclude con “Anziché mettere in pratica correttamente la strategia di Chelsea/Man City/PSG, [per il Milan] è una possibilità più concreta lo scenario di incubo visto a Liverpool, quando gli uomini d'affari Tom Hicks e George Gillett hanno perso il controllo della squadra a favore del principale creditore RBS (Royal Bank of Scotland)”.


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Ora, tralasciando gli accostamenti azzardati con la situazione dei Reds della Premier, dobbiamo chiederci perché una testata come Forbes parli di Milan senza alcun motivo apparente.
Ma non c’è fumo senza arrosto…
Nell’ambiente della finanza si vive e si muore di rumors.
Può essere che il collaboratore di Forbes abbia voluto esternare le sue perplessità sull’affare Milan (da come si sia prodigato anche ad analizzare il nostro mercato nell’articolo potrebbe persino essere un tifoso), e faccia trapelare qualcosa che ha captato in giro.
Oppure può essere che qualcuno (finanza anglosassone?) voglia mettere in difficoltà il gruppo proprietario del Milan con affermazioni che vadano in qualche modo a disturbare accordi in fieri, visto che nell’articolo si parla chiaramente di Li che si è messo “in posizione di debolezza nelle trattative”.
Chissà su cosa si basa questa certezza.

 


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