VAR: ha ragione Montella Spezza il gioco, se ne può abusare e forma arbitri scarsi

11/08/2017

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Contro il Betis a Catania abbiamo avuto un esempio lampante di cosa sia e come verrà usata la VAR dagli arbitri. Il secondo episodio che ha portato al rigore per gli spagnoli è una vera rappresentazione di quello che ci aspetta. Doveri a 5-6 metri dal giocatore che colpisce il pallone tra gamba e braccio e decide di non decidere. Anzi, prima prende una decisione e poi torna indietro.
Questo genera tre ordini di considerazioni.
La prima è che ci può essere una sorta di “moviola in tempo reale”, con qualcuno che possa suggerire cosa fare all'arbitro nei secondi in cui deve prendere una decisione o quando magari la cambia repentinamente, magari facendo finta di parlare con il guardialinee (cosa da molti già denunciata da tempo...).
La seconda è che la discrezionalità dell'arbitro è troppo soggettiva: decide lui quando utilizzarla. E quindi avremo chi ne farà un uso e chi un abuso. Cosa accadrà poi quando in un caso clamoroso l'arbitro non la consulterà, magari per pura arroganza o sudditanza?
Ma soprattutto, e questa è forse la questione più grave, avremo arbitri non incentivati e formati a decidere, visto la facilità con cui si può demandare.
La toppa rischia di essere peggiore del buco, visti i tempi di stop della partita nel caso di ricorso alla VAR e la sua non assoluta sicurezza. Già perchè quante volte è capitato che abbiamo visto e rivisto un replay, anche da più angolazioni, per poi non riuscire a chiarire se fosse fallo o no, fuorigioco o no? Vedi il fallo di mano di De Sciglio a Torino.


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Tanto per guardare a casa di chi la moviola la usa ormai da anni, nell'NBA gli arbitri possono consultarla solo nei 2 minuti finali di ogni tempo oppure unicamente in caso di fallo grave per decidere il tipo di sanzione. E in caso di moviola, c'è anche un supervisore in una sede apposita unica in tutti gli USA, collegato via TV e con a disposizione decine di inquadrature diverse, che può esser consultato dagli arbitri a loro discrezione. Il tutto accade in genere in pochi secondi al fine di non spezzettare il gioco. Perchè giocatori e spettatori non gradiscono le interruzioni, che fanno perdere emozione e concentrazione.
Per questo siamo d'accordo con Montella, quando dice che lui la VAR non l'ha mai chiesta. E quando afferma che “un episodio può condizionare. Dobbiamo abituarci, oggi è successo due volte”. A Catania si può calcolare che ogni episodio porta via dai 3 ai 4 minuti. Decisamente troppi.
E per avere arbitri scarsi senza coraggio, tanto vale far arbitrare le partite da una regia TV.
 


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