Milan-Bologna: un ultimo sforzo Occorrono attenzione, concentrazione e fatica fisica

19/05/2017

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A due giornate dalla fine del campionato più scontato dei saldi di Harrod's, il Milan ha finalmente il destino nelle proprie mani.
Una vittoria sul Bologna di Donadoni, squadra tranquilla ma ancora non in ciabatte e sdraio, consentirebbe ai rossoneri di ritornare dopo anni a sentire una musichetta da coppa internazionale e non solo lo strazio della nenia funebre di Allevi o, peggio, la tiritera con lo scemo in cappelluccio che sgambetta a centrocampo insieme a degli zombi degni di un film di George Romero.
Sarebbe il giusto premio all'unica squadra che, piaccia o no, è riuscita sempre e comunque a mettere in difficoltà il moloch juventino, capace di sgranocchiare tutti gli avversari - ultima la molliccia Lazio della finale di Coppa Italia - tranne proprio i rossoneri che gli hanno alato anche un trofeo in faccia a dicembre.
E non si tratta, come potrebbe credersi, di un ritorno al passato, seppure glorioso, ma di un balzo in avanti, sulla spinta della nuova dirigenza che, finalmente si è insediata al comando. Un "ritorno al futuro", come l'omonimo film, nel quale con la De Lorean tutti i sostenitori rossoneri che hanno creduto che, al di là della pantagruelica gestione ultima scorsa, potesse esistere un diverso modo di fare calcio, possono finalmente proiettarsi verso un rinnovato entusiasmo e la certezza che il medioevo sia finito e sia iniziata una nuova stagione.
Per fare ciò occorre un ultimo sforzo, di attenzione verso gli ex avvelenati Destro e Verdi, di concentrazione negli elementi più labili come Zapata e Sosa, e di fatica fisica e mentale come Deulofeu e Lapadula.
Perché se arriverà la vittoria, più agevole se Donadoni confermerà il 4-2-3-1 che toglie equilibrio e va bene solo per il Real Madrid e poche altre, potremo saltare sulla De Lorean e raggiungere le 88 miglia orarie per volare verso la prossima stagione, dopo aver ringraziato e detto addio al 70% degli onesti manovali del pallone che hanno ammorbato il sacro prato di San Siro con la loro insipienza.
Peccato che sulla De Lorean stiano cominciando a salire i servi della passata gestione. Speriamo di farcela ad arrivare in fondo ad Elm Street ed arrivarci davvero al futuro.

Antonio Toullier

P.S. Questa settimana abbiamo visto in pochi giorni il Milan giocare dichiaratamente con la difesa a tre e, subito dopo avuto le conferme che il mercato è già in corso e si aspetta solo di annunciare i colpi ed aspettare i colpacci.
Niente slogan, niente cene, niente dogmi tattici niente summit e niente blitz. Il medioevo gestionale in cui era caduto il Milan ha lasciato il posto ad un rinascimento della comunicazione e della trasparenza. Niente re del mercato, ma un mercato da re. Questa è la differenza.




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